Parquet in bagno: quello che volevi sapere

Il parquet in bagno è una soluzione consigliata? Nelle prossime righe scopriremo tutto quello che c’è da sapere a proposito di questo tipo di pavimento, tra pregi e difetti.

Ne parliamo con gli architetti di Friuli Ristrutturazioni.

Nel caso in cui si decida di utilizzare il parquet in bagno, il primo aspetto di cui si deve tenere conto è quello relativo alla scelta dell’essenza, che deve essere il più possibile resistente all’umidità: da questo punto di vista il legno di teak è perfetto. In alternativa, c’è comunque bisogno di un prodotto che sia stato sottoposto a un trattamento ad hoc. Ci sono, in effetti, dei moderni trattamenti per effetto dei quali il parquet riesce a resistere più a lungo nel tempo, e che in più garantiscono una manutenzione semplice. Pertanto, se si ha in mente di mettere in bagno il parquet, è auspicabile affidarsi ai produttori che utilizzano tecnologie di questo genere.

Gli aspetti positivi (e quelli negativi)

Il parquet in legno è senza dubbio una soluzione di pregio dal punto di vista estetico, visto che si basa su un materiale – il legno, appunto – piacevole ed elegante, in grado di rendere qualsiasi ambiente accogliente. Tuttavia, non va trascurato il rovescio della medaglia, rappresentato per esempio dalla frequenza con la quale la manutenzione deve essere effettuata. Insomma, il parquet in bagno è di sicuro gradevole, ma al tempo stesso molto delicato: forse non è adatto in una casa in cui sono presenti degli animali domestici o dei bambini piccoli.

Una valida alternativa: il laminato effetto legno

Se però proprio non si ha intenzione di fare a meno allo stile del legno e alla sua resa estetica speciale, si può trovare una valida ed efficace alternativa nel laminato effetto legno, che garantisce un gran numero di vantaggi: dura a lungo nel tempo, costa poco ed è moderno. Inoltre, è disponibile anche una versione resistente all’acqua che, proprio per questa ragione, è perfetta per la pavimentazione del bagno. La manutenzione necessaria è minima, e graffi o macchie non rappresentano un problema. I laminati di ultima generazione assicurano standard di qualità molto elevati e, in più, riproducono il legno con un realismo eccezionale: ne deriva un aspetto raffinato e naturale. Ma oltre alla vista, anche la sensazione tattile è piacevole.

Il laminato al posto del parquet

In tutti i casi in cui il parquet in bagno potrebbe apparire un azzardo eccessivo, dunque, si può rimediare con il laminato effetto legno, caratterizzato da venature e finiture opache. La sua superficie idrorepellente è sinonimo di standard igienici molto elevati e al tempo stesso di una notevole facilità di pulizia. È possibile trattare le fughe fra i listelli in modo da prevenire la proliferazione di batteri, il diffondersi dello sporco e le infiltrazioni di acqua. In più, il mercato dei pavimenti laminati mette a disposizione un ampio assortimento di opzioni, destinate ad assecondare qualsiasi tipo di esigenza. In sintesi, il parquet in bagno è adatto solo in particolari circostanze, ma in commercio si trovano alternative di uguale efficacia e di pari qualità.

Zanzariere plissettate: come pulirle nel modo giusto

Quando parliamo di zanzariere facciamo riferimento a un oggetto molto utile, che assume particolare importanza soprattutto durante la stagione estiva, quando proteggersi dagli insetti diventa uno dei principali obiettivi di chiunque. Mediante l'utilizzo delle zanzariere ciò è possibile e allo stesso tempo la casa sarà comunque arieggiata. Questi oggetti inoltre, non proteggono soltanto dagli insetti, ma bloccano anche l'entrata di polvere e smog, in particolar modo se si abita in una zona trafficata.

Da un lato questa è una cosa assolutamente positiva, ma dall'altro significa che sulla zanzariera si andranno a depositare regolarmente polvere e detriti. Per tale ragione, è necessaria la pulizia delle zanziarere plissettate (vedi come fare https://www.shark-net.com/come-pulire-la-zanzariera-plissettata/), che risulta essere un'operazione fondamentale per l'igiene della casa. Tuttavia, si tratta di una cosa tutt'altro che semplice in quanto la stragrande maggioranza delle zanzariere sono molto fragili ed è quindi importante sapere come pulire nel modo giusto. Vediamo di seguito, come pulire le diverse tipologie di zanzariere e in particolar modo come pulire le zanzariere plissettate.

Zanzariere a rullo: come pulirle senza rovinarle

Queste zanzariere sono definite anche avvolgibili in quanto si chiudono verticalmente per poi essere fissate attraverso l'utilizzo di calamite. Siccome sono fisse, dopo che sono state montate non possono essere rimosse in alcun modo: si tratta quindi di zanzariere molto scomode sotto questo punto di vista e questo rende difficoltosa anche la pulizia.

Per pulirle correttamente dunque, è necessario l'utilizzo di una spazzola, con la quale si andrà a rimuovere a poco a poco la polvere, fino a che non vengono eliminati tutti i detriti più grandi che bloccano l'entrata dell'aria. La cosa fondamentale è operare con prudenza in quanto la rete di queste zanzariere è molto fragile e quindi esposta a rottura.

Pulire le zanzariere a telaio

In questo caso, rispetto a quello precedente, c'è un margine di movimento sicuramente più ampio e per questo motivo la pulizia di queste ultime risulta essere più semplice. Nonostante questo, anche le zanzariere a telaio richiedono grande attenzione e cautela, fondamentali per evitare di arrecare danni.

Il primo step prevede la rimozione degli schermi dai quali bisogna eliminare tutte le possibili tracce di polvere e detriti. Per quanto riguarda la zanzariera vera e propria, tutto ciò che bisogna fare è lavare la rete con acqua e deterstivo, aiutandosi con una spugna che deve essere usata con delicatezza. Infine bisogna risciacquare, evitando di utilizzare un getto d'acqua troppo potente per evitare appunto che la rete si rovini e diventi inutilizzabile.

Zanzariera plissettata: come pulirla alla perfezione?

Per sapere come lavare la zanzariera plissettata, è importante seguire alcuni semplici passaggi. Una delle cose più importanti, è la pulizia della guida a pavimento: quest'operazione deve essere effettuata con costanza e per farlo nel modo giusto basta soltanto passare la scopa o l'aspirapolvere, in base a ciò che si ha a disposizione. Così facendo, si va a rimuovere correttamente sia la polvere che i resti di insetti.

Anche la pulizia della rete è particolarmente importante: come nei casi precedenti, anche in questo caso si tratta di un'operazione che va effettuata con estrema cautela. Si tratta però di una cosa molto semplice in quanto basta munirsi di una spugna imbevuta di acqua e detersivo e passarla delicatamente. I materiali con cui sono realizzate queste zanzariere impediscono l'utilizzo di alcuni prodotti, che quindi bisogna evitare: tra questi troviamo quelli a base di grassi ed acidi. Per un'igiene più profonda e un maggiore splendore, è possibile utilizzare anche il vaporetto, sempre con grande attenzione.

 

 

Arredare la propria casa con credenze antiche

Hai ereditato una credenza antica, l’hai vista in un mercatino e non hai saputo resistere, hai visitato il sito NowArc ed hai visto la credenza che da bambino vedevi a casa deli nonni, bene, adesso sei davanti al problema della sua collocazione all’interno della tua abitazione.

Niente paura, anche se la tua casa è arredata in stile moderno, è sempre possibile trovare una soluzione che permetta di inserire il tuo nuovo mobile antico senza creare delle stonature di design.

Che si tratti di credenze o di comodini antichi, di specchi vintage o qualsiasi altro elemento d’arredo, si troverà sempre il modo di mescolare stili antichi con quelli moderni, senza avere per questo un effetto poco piacevole.

La scelta della collocazione per le credenze antiche non è detto che debba per forza essere la cucina, a differenza di letti e comodini antichi che giocoforza devono essere inseriti nelle camere, la nostra credenza antica risulta più versatile e soprattutto è semplice trovarne la collocazione senza creare contrasti.

La prima soluzione è quella di posizionarla in cucina; in questo caso se inserita in una cucina moderna, siamo davanti ad una vera sfida. Dovremo pensare a come fare spiccare la cucina antica nel contesto moderno, quindi anziché cercare di integrarla cercheremo di renderla l’oggetto protagonista dell’ambiente.

Il posizionamento in bagno è un’altra soluzione, ovviamente se le dimensioni dello stesso lo permettono. In genere la stanza da bagno non ha stili particolarmente moderni, quindi la nostra credenza antica non sarà fuori posto, potrà essere utilizzata come utile contenitore per asciugamani e scorte.

In camera, le credenze antiche, specialmente quelle con vetrine, sarà possibile utilizzarle in camera utilizzandole come librerie e come depositi per la biancheria. Qui l’accostamento antico e moderno risulta sicuramente meno gradevole, comunque la giusta posizione può dare un tocco interessante.

Ci è rimasta solamente la zona giorno, collocare la credenza antica in un salotto o in una sala da pranzo può essere una delle soluzioni che sicuramente possono dare l’effetto di un arredamento curato. È importante in questo caso evitare l’usi di troppi accessori e suppellettili. L’obiettivo è quello di avere un angolo dove la protagonista è la credenza, senza cercare di mascherarla; è come appendere alla parete un quadro antico, sarà difficile che stoni.

Per ultimo potremo collocare la nostra credenza anche all’aperto, sotto ad una tettoia o in una veranda, facendo però molta attenzione nel posizionarla laddove non possa essere colpita da intemperie.

La nostra credenza antica acquistata da NowArc sarà pronta ad essere posizionata nella nostra casa, talvolta però le credenze antiche hanno bisogno di qualche manutenzione.

La lucidatura e la verniciatura del legno, la manutenzione alle cerniere ed alle parti vetrate, sono operazioni che possono essere necessarie. La valutazione da fare è se siamo in grado di farlo da soli o meno, attenzione che se non siamo proprio degli appassionati del fai da te, possiamo danneggiare anziché’ ricondizionare il nostro mobile. Sempre meglio affidarsi a specialisti.

Gli step necessari per accedere all’ecobonus 110%

Chi deve sostituire gli infissi o effettuare lavori in casa, finalizzati all’efficientamento energetico, può usufruire del bonus infissi 110%, misura affiancata al Decreto Rilancio per alleggerire le spese. L’ecobonus 110% offre una serie di vantaggi tangibili da un punto di vista economico, ma devono essere rispettati determinati requisiti. Ce ne parla lo staff di Serramenti Udine by Gioma.

Nello specifico è possibile recuperare in 5 anni, nella forma di credito di imposta, il 110% dell’investimento sostenuto per un massimo di 90.000 euro in caso di sostituzione della caldaia (classe A) oppure di installazione di un cappotto termino. Il tetto di spesa massimo per la caldaia è di 30.000 euro, per il cappotto termico è di 60.000 euro.

Quali interventi rientrano nell’ecobonus 110%?

I lavori effettuati, per rientrare nell’agevolazione fiscale, devono garantire un aumento di due classi energetiche o il miglioramento massimo tecnicamente raggiungibile. Per ottenere ciò è necessario assicurare l’isolamento di almeno il 25% dei muri dell’immobile, con un limite massimo di 60.000 euro per unità abitativa. In alternativa è richiesta l’installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore, per un limite massimo pari a 30.000 euro per ogni unità abitativa.

Chi effettua uno di questi due interventi, può inoltre combinare la sostituzione delle schermature solari, come tende da sole o tapparelle, o la sostituzione degli infissi per un massimo di 60.000 euro, o impianti fotovoltaici per un massimo di 48.000 euro.

Quali sono i requisiti richiesti per accedere all’ecobonus 110%?

Non tutte le case possono accedere all’ecobonus 110%, ma devono rientrare entro determinati parametri. Innanzitutto i lavori vanno effettuati in case singole o condomini, non in costruzione, che devono risultare prima casa e di cui non usufruiscono le persone fisiche, ad esclusione degli interventi sostenuti dagli IACP o cooperative sociali.

Chi è proprietario di un appartamento in un condominio, di una villetta unifamiliare come seconda casa o ha un locale adibito ad attività commerciale, non può accedere al bonus.

Chi invece è proprietario di una casa all’interno di un condominio che deve essere ristrutturato per intero o di una villetta unifamiliare in cui vive, può accedere al bonus.

Come accedere al bonus?

Il decreto Rilancio e l’ecobonus sono entrati in vigore a partire dal primo luglio e scadono il 31 dicembre. Dopo aver presentato la domanda, è necessario l’intervento di un termo-termico certificato che deve verificare la presenza dei requisiti richiesti per accedere al bonus. In particolare il professionista, sotto sua responsabilità, accerta che le spese effettuate sono idonee ad eventuali verifiche di correttezza da parte dell’Agenzia delle Entrate. All’occorrenza è possibile cedere il credito d’imposta alla ditta che svolge i lavori, ad un istituto finanziario o alla banca.

Come effettuare il pagamento per i lavori?

Come in occasione della detrazione del 50%, anche in questo caso le fatture vanno saldate tramite un bonifico parlante, da non confondere con un bonifico ordinario.

Il bonifico parlante in pratica riporta tutti i dati necessari per non generare confusione rispetto ad altri pagamenti ed è necessario per accedere all’ecobonus 110%. È possibile richiedere la modulistica necessaria per presentare la domanda e per la certificazione dei pagamenti presso gli uffici postali o le banche.

Perché lavorare con le frese per giunzioni

Questo semplice strumento riesce a essere particolarmente utile qualora si abbia voglia di svolgere un lavoro sul legno di perfezione e precisione e ovviamente occorre prendere in considerazione il fatto che tale strumento debba essere necessariamente scelto con grande precisione facendo in modo che il risultato finale possa essere perfetto. Scopriamo come deve essere scelto questo particolare articolo in maniera tale che il lavoro che verrà svolto sia perfetto sotto ogni ottica.

Come scegliere delle ottime frese per giunzioni

Per prima cosa occorre necessariamente valutare il tipo di lavoro che deve essere svolto, in maniera tale che si possa avere l'opportunità di ottenere il migliore dei risultati finali senza che possano esserci delle complicanze di ogni genere. Quando si deve scegliere questo tipo di strumento, occorre quindi valutare tutte le diverse tipologie di caratteristiche tecniche in maniera che il risultato possa essere realmente piacevole da toccare con mano e che si evitino delle potenziali complicane che possono avere delle ripercussioni tutt'altro che piacevoli da toccare con mano. Con le frese per giunzioni di FraiserTools ogni dettaglio potrà essere messo al posto giusto senza alcuna imprecisione.

Uno strumento potente

Per prima cosa le frese per giunzioni devono essere abbastanza potenti in maniera tale che il lavoro che viene svolto possa essere definito come piacevole sotto ogni ottica. Occorre quindi valutare attentamente ogni singolo aspetto facendo in modo che il risultato finale possa essere definito come perfetto e in grado di rispecchiare tutte le proprie esigenze. I diversi aspetti che riguardano questo tipo di strumento non sono da collegare solo ed esclusivamente alla potenza dello stesso ma, al contrario, assume la massima importanza valutare anche tanti altri aspetti in maniera tale che il lavoro svolto possa essere definito come realmente ottimale e in grado di rispondere a tutte le proprie esigenze.

La frese per giunzioni e la qualità del materiale

Per quanto riguarda il materiale che deve comporre questo strumento, la parte esterna deve essere necessariamente ergonomica e facile da tenere in mano. L'impugnatura in alcun modo deve essere sfuggente o caratterizzata da altri aspetti che potrebbero essere tutt'altro che piacevoli ma, al contrario, occorre che questo strumento si caratterizzi per essere piuttosto pratico da tenere in mano e che si possa svolgere un lavoro perfetto sotto ogni ottica. Ovviamente la qualità delle lame e dei denti rappresenta un altro tipo di aspetto che occorre necessariamente considerare, facendo quindi in modo che il risultato finale possa essere definito come piacevole sotto ogni ottica e in grado di rispecchiare tutte le proprie domande. Ecco quindi che, procedendo in questa maniera, si ha la concreta occasione di scegliere un'ottima frese per giunzioni la quale deve avere un meccanismo che permette a tutti gli effetti di regolare velocità e angolazione di lavorazione, in maniera tale che il risultato finale possa essere definito come perfetto sotto ogni punto di vista. Grazie a questo semplice aspetto si ha quindi la concreta opportunità di svolgere un lavoro piacevole e totalmente privo di difetti.

Perché sfruttare la frese per giunzioni

Grazie a questo semplice strumento è quindi possibile avere la concreta occasione di ottenere un risultato perfetto e quindi evitare di dover fronteggiare delle potenziali problematiche che possono avere delle ripercussioni negative che hanno un impatto tutt'altro che piacevole da dover fronteggiare. Ecco quindi che grazie a questo strumento si ha la concreta opportunità di migliorare ogni singolo aspetto e facendo in modo che il risultato finale possa essere in grado di soddisfare tutte le proprie esigenze, evitando quindi che ogni singolo lavoro che viene svolto possa essere ricco di difetti.

Come riciclare di più e sprecare di meno: la guida completa

Sempre più studi stanno dimostrando come ogni giorno nel mondo si producono oltre 5.480.000 di tonnellate di rifiuti. Purtroppo, questo dato struggente, è una quantità equivalente a oltre 2.000.000.000 di tonnellate prodotte in un anno e sufficienti a creare una fila di camion, carichi di spazzatura, lunga al punto da fare 24 volte il giro del mondo.

Da tutti questi rifiuti che incidono in maniera pesante sul nostro ambiente di vita, bisogna chiedersi un qualcosa che, molto probabilmente, è venuto da pensare anche a te che stai leggendo: quanti di questi rifiuti potevano venire riciclati? Infatti, questo bisogna domandarselo visto che ancora l’italiano medio non è in grado di adottare delle azioni di riciclo capaci di incidere sul nostro ecosistema.

Ma perché è così importante capire come riciclare di più e sprecare di meno per incidere sul flusso dei rifiuti solidi, che può essere separato dagli articoli adeguatamente riciclati?

Nelle tue azioni quotidiane, puoi riutilizzare e riciclare più oggetti di quanto pensi. Ad esempio, puoi creare un giardino di erbe sul davanzale della finestra, usando vecchie lattine di zuppa come fioriere. Per le caramelle natalizie, riempire i rotoli di carta igienica con i dolci e quindi sigillare entrambe le estremità. O forse prova a trasformare una bottiglia di vino vuota in un vaso di fiori rustico avvolgendolo con filo colorato. Con letteralmente migliaia di idee per progetti di riciclaggio online, puoi facilmente ridurre la quantità di rifiuti che butti via.

Come riciclare di più e sprecare di meno

Sia che tu senta il bisogno di liberare la tua casa dai rifiuti indesiderati o che desideri avviare un programma di riciclaggio nella tua azienda, sappi esattamente quali materiali riciclare, compresi quelli elencati di seguito. Se vuoi, puoi sempre interpellare una azienda smaltimento rifiuti, che saprà indicarti come comportarti in modo adeguato.

Vetro

Il vetro è un prodotto prezioso per la sua sostenibilità. È l'unica materiale che puoi riutilizzarlo più e più volte. Ricicla tutti i colori di bottiglie e barattoli di vetro: trasparente, marrone, verde e blu. Tuttavia, prendi in considerazione l'idea di portare stoviglie rotte o indesiderate nel punto di riciclo della tua città. In questo modo puoi riciclare adeguatamente in diverse strutture all’avanguardia del nostro Paese e sapere che avrai partecipato attivamente per preservare il nostro ambiente.

Metallo

Il metallo, come i rottami metallici, sono una risorsa davvero preziosa da poter essere riciclata. Infatti, il metallo come il vetro è un materiale che può essere riciclato più e più volte. Puoi salvarlo indefinitamente senza comprometterne la forza. Ricicla oggetti come lattine di zuppa, bombolette spray vuote e carta stagnola.

Carta

Noi italiani consumiamo, ogni singolo giorno, 8.000.000 di kg. di carta. Di conseguenza, siamo uno dei Paesi con maggiore responsabilità riguardo l'esportazione di rifiuti di carta. Purtroppo, la maggior parte di questi rifiuti, proviene da imballaggi e posta indesiderata. Ma cosa succederebbe se tutti gli italiani riciclassero quelle lettere e cataloghi invece di inviarli alla discarica?

Da studi effettuati sappiamo che riciclando una tonnellata di carta si risparmiano 17 alberi. Pensa a quanti alberi puoi risparmiare riciclando i seguenti elementi:

  • Scatole per alimenti e cereali
  • Cartone ondulato
  • Scatole frontali
  • Sacchetti di carta marrone Kraft
  • Riviste
  • Elenchi telefonici

Plastica

La plastica è uno dei materiali più versatili e riutilizzabili, ma ogni anno vengono buttati miliardi di bottiglie di plastica. Purtroppo, con questo quantitativo di plastica ci si può fare il giro della Terra più e più volte. Dunque, invece di gettare la tua bottiglia d'acqua vuota o il barattolo di yogurt nella spazzatura, cerca sempre di dagli una nuova vita.

Ci vogliono solo cinque bottiglie di Coca-Cola da 2 litri riciclate per fare abbastanza fibra per una giacca da sci. La plastica più robusta, come un contenitore di detersivo per bucato, può trasformarsi in mobili da giardino o persino in un cestino per la raccolta differenziata.

Le plastiche riciclabili aggiuntive includono:

  • Flaconi detergenti multiuso
  • Margarina, ricotta e altri contenitori per alimenti
  • Brocche per latte e succhi
  • Condimento per insalata e bottiglie di condimento
  • Flaconi per shampoo, lozioni e articoli da toeletta
  • Bottiglie per acqua e bevande
  • Yogurt, budini e coppe di frutta

Assicurati di sciacquare tutta la plastica da qualsiasi residuo di cibo o liquido prima del riciclaggio per evitare la contaminazione. Inoltre, assicurati di non mettere i tuoi materiali riciclabili in sacchetti di plastica nera per evitare di confonderli con la spazzatura. Infine, man mano che consumi i rifiuti continuano ad accumularsi. A tal proposito sensibilizza le tue azioni e aumenta anche la responsabilità di recuperare risorse preziose.

Ecobonus 110%: ecco tutto quello che devi sapere sull’agevolazione energetica

All'interno del Decreto Rilancio emanato dal Governo nei mesi scorsi sta avendo molto successo tra i contribuenti una misura di agevolazioni partita a luglio che investe i cambiamenti che si possono fare in termini di riqualificazione energetica per determinati lavori sugli edifici. Si tratta dell'Ecobonus 110%, in cui rientrano sgravi anche per l'acquisto degli infissi o serramenti. Scopriamo allora come funziona questo bonus, chi ne ha diritto e come si fa a richiederlo, insieme ad un'azienda specializzata in serramenti a Udine, Mavis Srl

 

Interventi migliorativi sull'immobile con recupero della spesa in cinque anni

Di seguito tutte le informazioni su cosa consiste l'ecobonus 110%. In pratica fino al 31 dicembre 2021 si potrà recuperare la cifra spesa per il miglioramento di almeno due classi energetiche su un immobile, che viene consentito nell'arco di cinque anni dalle spese effettuate e attraverso un credito di imposta, eventualmente cedibile all'impresa che ha portato avanti i lavori. L'investimento sostenuto viene recuperato al 110% con dei tetti massimi previsti. Nel caso si debba sostituire una caldaia con una di classe A, ad esempio, sia a condensazione che a pompe di calore, il tetto massimo di spesa è di 30 mila euro. Per un cappotto termico invece si arriva a 60 mila. Stesso importo (60 mila euro) per interventi sugli infissi e le schermature solari, che siano tapparelle tende da sole o tende tecniche, mentre per gli impianti fotovoltaici il limite di spesa consentito arriva a 48 mila euro.

 

Chi ha diritto all'ecobonus 110%

Possono usufruire dell'ecobonus tutte le persone fisiche che siano proprietari di un appartamento in una casa singola. Chi abita in condominio potrà accedere al bonus solo se ad essere ristrutturato sarà tutta la struttura e non il singolo appartamento. Gli interventi vengono consentiti per abitazioni singole o in condominio, che siano una prima casa e non in costruzione, a meno che non sia una seconda casa in un condominio che dovrà interamente essere ristrutturato. Non possono invece usufruirne le attività commerciali, e gli interventi applicati alle cooperative sociali portate avanti degli IACP.

 

Come fare per richiedere il bonus

Per richiedere il bonus serve innanzitutto una certificazione da parte di un tecnico specializzato, che attesti che gli interventi effettuati siano rispondenti alle normative, al momento dei controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Serviranno poi dei pagamenti effettuati sotto forma di bonifico, ma esclusivamente parlante e non ordinario. Quest'ultimo, infatti, non riporta tutte le informazioni che servono all'ente che poi dovrà procedere alle agevolazioni. La documentazione va presentata all'Agenzia delle Entrate, al momento della dichiarazione dei redditi. È possibile trovare tutta la modulistica presso le banche o anche sul sito web della stessa Agenzia delle Entrate. Sempre sul sito web dell'Istituto si potrà scaricare una guida completa per ottenere l'Ecobonus 110%.

Fibrocemento cancerogeno: scopriamo la mistura d’amianto

Particolarmente usato nel campo dell’edilizia l’amianto, conosciuto anche come Eternit, è parte di mistura che insieme al cemento a presa lenta e alta resistenza, fa parte dei prodotti più usati, impermeabili e leggeri della storia già dal 1901. Oggi però, l’amianto è uno dei materiali più pericolosi che ci siano per la salute umana tanto da essere ritenuto il fibrocemento cancerogeno più pericoloso.

Fra norme e smaltimento

Inseguito a numerosi casi di contaminazione e decessi nel settore industriale, nel 1992, fu introdotta in Italia la legge 257, la quale vietò produzione e commercializzazione nonché importazione, esportazione e estrazione del materiale. Grazie a questa legge, poi, ne derivarono alcune normative importanti che comprendevano le modalità di smaltimento dell’ amianto (clicca su https://www.novaecologica.it) e di bonifica in tutti gli edifici che possedevano il materiale cancerogeno.

Lo smaltimento dell’amianto, inoltre, deve essere operato da una ditta specializzata nello smaltimento dei rifiuti. Come avviene questo smaltimento? In primis, gli operatori della ditta, mediante dei test in laboratorio, si accerteranno della presenza dell’amianto su di un campione di materiale. In caso di un esito positivo del test, si proseguirà con l’incapsulamento che è una tecnica di bonifica tramite l’uso di sostanze sintetiche che bloccano il rilascio delle polveri e permettono la rimozione sicura con il conseguente smaltimento in apposite discariche. Tutte queste procedure prendono sempre in considerazione la sicurezza di operatori, persone, animali e ambiente in cui si trova.

La storia dell’Eternit

L’amianto fu brevettato da Ludwing Hatschek nel 1901 e fu ribattezzato “Eternit” per la sua resistenza, infatti proviene dal latino aeternitas, cioè eternità. Più passavano gli anni e più questo materiale entrava nel vivo del commercio, tanto che nel 1915 si iniziarono a fabbricare le prime fioriere in Eternit, poi nel 1928 iniziò la produzione di tubi in Eternit che, fino agli anni settanta, rappresenterà lo standard degli acquedotti. Arriviamo al 1930, quando l’amianto comparve nel campo dell’edilizia perché resistente ed impermeabile. Di conseguenza fu utilizzato per la realizzazione di tegole e lastroni ideali per l’isolamento dei tetti delle abitazioni. Dopo 10 anni circa, prese piede anche la creazione di oggetti di quotidiano uso (si ricordano le sedie da spiaggia). Nel 1962 era già noto in tutto il mondo che questa tipologia di materiale, nello specifico la polvere di amianto che rilasciava, fosse fortemente cancerogena ma si continuò comunque la produzione lasciando gli operai delle grandi industre nella più totale ignoranza. Fino al 1992 in cui fu emanata la legge per il divieto di utilizzo dell’amianto.

Una casa in montagna, il tuo regalo per la vita

La montagna è fatica, passione, pace, relax, magia e meraviglia. È uno spettacolo vero e vivo che offre in ogni giorno dell’anno sfumature e dettagli sempre diversi e unici da scoprire. 

La montagna è libertà, semplicità e allo stesso tempo potenza. Forze diverse che sanno abbracciare chi la vive. 

Chi decide di acquistare una seconda casa in montagna, da poter vivere quando vuole, lo fa perché consapevole di tutto quando questo mondo è in grado di regalare. 

Perché acquistare una casa in montagna?

Una casa in montagna permette a grandi e piccini di godere della natura e di toccare con mano la bellezza della libertà. La propria e quella della vita che ti circonda. 

Scegliere dove e quale casa comprare non è facile e diventa una scelta soggettiva legata alla distanza, alle necessità e ai bisogni. 

Il consiglio può essere quello di valutare un luogo non troppo distante dalla propria città o paese cosi da poter sfruttare la propria casa in montagna anche nei week-end e non solo durante le ferie e vacanze. 

La vita in montagna è fatta soprattutto di escursioni, camminate e immersione totale nella natura per cui diventa importante scegliere una casa vicina a sentieri e itinerari turistici o ben collegata con eventuali piste da sci o dove ci siano proposte di attività sportive per chi ama praticare sport all’aria aperta. 

Quale tipologia di casa in montagna scegliere

Anche questa scelta dipende dal nucleo familiare, dal numero e dai gusti di ogni singola persona. Le soluzioni abitative possono variare: chalet, villette, appartamenti bilocali o trilocali, sono tipologie abitative e soluzioni che si differenziano per collocazione e caratteristiche, occorrerà dunque valutare attentamente le proprie necessità prima di scegliere quale immobile acquistare.

Conviene comprare una seconda casa in montagna?

I dati forniti dal Centro Studi AbitareCo sui rendimenti delle seconde case in montagna dicono le famiglie scelgono sempre di più di compare una seconda casa in montagna per trascorrere i mesi estivi. Per due ragioni principali: la montagna permette di fuggire dalle località più affollate, con la possibilità di riprendere contatto con la natura e di praticare diversi sport. In secondo luogo subentra un vantaggio economico: i prezzi sono scesi in media del 25% e perciò non sono poche le vere e proprie occasioni d’acquisto.

Ma il vantaggio economico delle seconde case in montagna non si ferma qui. Si compra in montagna anche per affittare a canoni elevati. L’aumento della richiesta di locazioni estive infatti rende i ritorni dell’investimento in montagna molto interessanti.

I dati forniti dal Centro Studi AbitareCo lo mostrano chiaramente: le rendite delle seconde case in montagna e le affluenze estive sono in costante crescita. 

 

Trend a impatto zero per abitare in modo sostenibile

La tendenza dell'impatto zero e di abitare in case concepite in modo sostenibile, non è una moda ma un vero stile di vita. Per adibire una casa con un concept sostenibile, occorrono interventi strutturali e adeguamenti degli impianti, come: infissi, la coibentazione dei tetti o la funzionale distribuzione delle fonti di riscaldamento. Questa visione presuppone la messa in pratica di una nuova cultura nelle abituali azioni. L'impatto zero è soprattutto uno stile di vita che bisogna reiterare con continuità e senza cali di concentrazione.

Non è un proposito da mettere nelle cassetto delle future intenzioni; è un comportamento virtuoso e collettivo che si compone di piccole pratiche e comportamenti di tutti i giorni, anche banali.
Successivamente si può attivare un'offerta luce e gas da fonti rinnovabili, ma che striderebbe se la stessa non fosse supportata con condotte virtuose e coerenti.

Come scegliere un'offerta da fonti rinnovabili

Utilizzando il comparatore dei prezzi intuitivo come quello che trovate al link: https://chetariffa.it/energia/luce, è possibile mettere a confronto tutte le offerte per il gas e luce provenienti dalle fonti energetiche rinnovabili, presenti sul mercato. Il sito è un ottimo punto di partenza per contribuire in maniera green alla salute complessiva del pianeta. Questa consapevole scelta orientata verso fonti energetiche rinnovabili, e non alle tradizionali alimentati con idro carburi tanto impattanti sul pianeta, dev'essere accompagnata anche da azioni quotidiane di economia domestica e gestione degli sprechi.

In tal senso ci può venire in aiuto la politica delle 4 "R": "ridurre" i bisogni non primari, "rifiutare" il superfluo, "riutilizzare" gli oggetti e i materiali ancora funzionanti e "riciclare" i rifiuti e ogni altro prodotto di consumo.

Come risparmiare energia

Oltre a scegliere l'energia prodotta con fonti rinnovabili, si deve vivere in casa in maniera sostenibile, adottando uno stile di vita consapevole alla tematica quotidianamente.

Per essere meno impattanti sull'effetto serra occorre partire dalle buone pratiche domestiche, gestendo al meglio le risorse, come l'acqua e la racconta e la differenziazione del rifiuto.

L'impatto zero si costruisce con le buone pratiche

Con piccole accortezze ogni giorno, mentre utilizziamo l'acqua per uso domestico, potremmo risparmiare quasi 8.000 litri a famiglia, semplicemente chiudendo un rubinetto mentre insaponiamo o laviamo le mani.

Differenziare il rifiuto correttamente, consente di avere materiali nobili che possono essere utilizzati per la genesi di nuova energia circolare, dove gli scarti diventano un valore aggiunto e non solo un costo da smaltire. Occorre semplicemente fare attenzione nella raccolta e nella differenziazione del rifiuto, isolando i materiali in modo opportuno.

Investire sull'efficienza degli impianti, come quelli domotici, consente di disperdere al minimo l' energia. La buona pratica di monitorare costantemente i punti luce attivi, spegnendoli quando non servono è consigliabile come: ciabatte, luci, led, spie TV, computer e lavatrici.

Progettare case eco compatibili

Una casa a impatto zero, è un'abitazione pensata e realizzata per migliorare la vita di chi vi abita e per essere meno inquinante possibile.

Gli spazi e i materiali utilizzati, vanno pensati per questo compito, dove tutte le componenti siano in grado di dialogare tra di loro, anche grazie all'innovazione della domotica. Gli investimenti sull'efficienza energetica, sono facilmente ammortizzabili sul medio termine, grazie al risparmio sulla bolletta che ne deriva, e anche per gli ammortamenti fiscali che lo stato favorisce e promuove.

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