Isola di Bergeggi e la riserva naturale

Isola di Bergeggi e la riserva naturale
in foto: Isola di Bergeggi. Foto di Franciop

La costa Ligure è formata da piccole calette, spiagge dorate e scogliere a picco sul mare. Nella Riserva Naturale Regionale del Ponente Ligure, in provincia di Savona, si trova la meravigliosa spiaggia di Bergeggi posto proprio di fronte all’isola omonima, un promontorio di roccia calcarea che raggiunge i 53 metri di altezza.

L’isola di Bergeggi e la sua storia

Isola Bergeggiin foto: Isola Bergeggi. Foto di Joe Brent

L’isola di Bergeggi si trova all’interno di un’area naturale protetta, ricoperta da vegetazione mediterranea. Anni fa l’isola era in realtà collegata con la terraferma ligure attraverso una lingua rocciosa, poi scomparsa a causa dell’impatto delle onde del mare. La zona protetta è importante anche per la presenza di reperti storici molto significativi, come resti romani ed edifici monastici. Dal punto di vista naturalistico, l’isola di Bergeggi è una delle poche che può vantare la presenza del gabbiano reale.

L’isola ha una forma triangolare e riemerge dal mare per circa sessanta metri. Sul punto più alto dell’isola, all’interno di una struttura di forma triangolare, i romani eressero un torrione, probabilmente usato come faro per le segnalazioni con il porto di Vada Sabatia, un punto molto importante per i traffici dell’epoca. Sopra il torrione romano, nel Medioevo è stata elevata una torre quadrata, alla quale si accedeva probabilmente attraverso scale di legno, non essendoci delle aperture.

Dopo che l’isola fu abbandonata dai romani divenne un rifugio monastico, infatti, sono stati trovati i resti di una chiesa Paleocristiana. All’isola è anche legata una leggenda misteriosa che ha come protagonista Sant’Eugenio. La storia narra che l’isola sia arrivata di fronte alla costa ligure, navigando sulle acque e trasportando i santi Eugenio, vescovo di Cartagine, e Vendemiale, che fuggivano dalle persecuzioni dei Vandali. Sant’Eugenio rimase sull’isola fino alla morte. Le sue spoglie vennero traslate a Noli e secondo la leggenda misteriosamente sparite e rcomparse miracolosamente sull’isola. questo evento prodigioso spinse il vescovo di Savona a costruire sull’isola un monastero in onore del Santo, donato poi ai monaci di Lerino. Le spoglie di sant’Eugenio rimasero sull’isola fino al 1252, anno in cui vennero traslate definitivamente a Noli e custodite nella chiesa di san Paragorio. Ogni anno, il 12 luglio della festa di Sant’Eugenio, una processione di barche parte da Noli ed approda sull’isola portando le spoglie del santo.

Dopo un periodo abbastanza florido, sull’isola si ebbe una fase di declino a partire dal 1700, durante la quale molti edifici furono abbandonati.

In questi anni l’isola ha cambiato molti proprietari ed è stata più volte venduta. Dal Vescovo Ottaviano Riccardi passò al conte Brassier de Saint – Simon, ma alla sua morte gli eredi la vendettero per 5000 lire a Leonardo Gastaldi. Negli anni successivi passo nelle mani dell’avvocato Alessandro Millelire-Albini, a cui si devono importanti lavori. In particolare contornò l’isola di mura, rese più accessibile la strada che porta ai resti delle torri e del monastero e costruì un piccolo molo, proprio nel punto in cui insisteva quello dei romani. La cappelleta, invece, fu costruita dal banchiere Serventi, altro proprietario dell’isola, mentre Tizzoni ideò il villaggio turistico di Torre del Mare. Attualmente è stato siglato un accordo tra la proprietà dell’isola e il comune di Savona che prevede il comodato d’uso all’amministrazione comunale per i prossimi 20 anni. L’obiettivo è quello di valorizzare l’isola per renderla un luogo di interesse turistico.

La Riserva Naturale di cui fa parte Bergeggi custodisce anche delle meravigliose grotte marine. La più celebre e importante d’Italia è la grotta Marina, che rappresenta uno dei principali siti preistorici della Liguria.

Fonte: Isola di Bergeggi e la riserva naturale

Il Design 3.0 di Chorustyle debutta al Fuorisalone

MILANO, 10 aprile 2019 /PRNewswire/ — Design italiano e culto della bellezza, con un occhio al benessere inteso come way of life: una filosofia precisa quella alla base di Chorustyle, il progetto di oggettistica, moda e arredo totalmente Made in Italy nato dalla mente dell”imprenditore Domenico Bosatelli e pronto al debutto al Fuorisalone 2019, l”appuntamento più atteso della design week meneghina.

Dal 9 al 14 aprile in zona Tortona, nel cuore vibrante del Salone del Mobile, lo Spazio Opificio 31 accoglie l”universo variegato e lussuoso di un brand visionario che affonda le radici nella storia del savoir faire italiano ma che guarda a una contemporaneità ricca di stimoli. Un brand capace di farsi sintesi di quell”estro creativo e quella forza espressiva che hanno reso il Made in Italy un valore distintivo in tutto il mondo e che ora connotano le sue collezioni di design, oggettistica e moda.

In occasione del Fuorisalone, infatti, sono presentati i protagonisti dell”ininterrotta evoluzione del design 3.0 firmato Chorustyle a cominciare da Oasis, la nuova linea di scrivanie,  Board la collezione di mobili home-office realizzata in collaborazione con Tino Sana, in cui la ricerca dell”equilibrio e dell”armonia tra materia, estetica e funzione dà vita a un nuovo modo di vivere ogni ambiente, dalla casa all”ufficio, completamente libero da convezioni e schemi e Point il vassoio girevole in vetro e acciaio . Heritage manuale e tecnologia tout court con il plus di un simbolismo iconico caratterizzano Nikko e Laki, preziosi oggetti di design dalla sinuosa forma felina, nati da sapienti lavorazioni e divenuti icone di Chorustyle accompagneranno il percorso espositivo nello spazio, impreziosito dalla collezione di pret à porter che ha debuttato nella recente fashion week milanese.

lo spazio è aperto al pubblico dal 9 al 14 aprile.

Chorustyle è il nuovo brand di lifestyle che affonda le proprie radici nella storia, nella tradizione e nello stile di vita italiano ma che, allo stesso tempo, guarda alla contemporaneità, rappresentando l”estro creativo e la forza espressiva che hanno reso il Made in Italy un valore distintivo su scala planetaria. Simbolo dell”intera filosofia è il gatto, un animale dal fascino senza tempo, che con la sua sinuosa eleganza riesce ad acquietare gli animi e a ben esprimere il concetto di armonia.

(Photo: https://mma.prnewswire.com/media/859117/Chorustyle_Fuorisalone_2019.jpg)

Contatti:
chorustyle@guitar.it
+39-02316659

 

Il variegato universo del progetto firmato da Domenico Bosatelli protagonista allo spazio Opificio 31 in via Tortona, punto nevralgico della design week milanese

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