Come riciclare di più e sprecare di meno: la guida completa

Sempre più studi stanno dimostrando come ogni giorno nel mondo si producono oltre 5.480.000 di tonnellate di rifiuti. Purtroppo, questo dato struggente, è una quantità equivalente a oltre 2.000.000.000 di tonnellate prodotte in un anno e sufficienti a creare una fila di camion, carichi di spazzatura, lunga al punto da fare 24 volte il giro del mondo.

Da tutti questi rifiuti che incidono in maniera pesante sul nostro ambiente di vita, bisogna chiedersi un qualcosa che, molto probabilmente, è venuto da pensare anche a te che stai leggendo: quanti di questi rifiuti potevano venire riciclati? Infatti, questo bisogna domandarselo visto che ancora l’italiano medio non è in grado di adottare delle azioni di riciclo capaci di incidere sul nostro ecosistema.

Ma perché è così importante capire come riciclare di più e sprecare di meno per incidere sul flusso dei rifiuti solidi, che può essere separato dagli articoli adeguatamente riciclati?

Nelle tue azioni quotidiane, puoi riutilizzare e riciclare più oggetti di quanto pensi. Ad esempio, puoi creare un giardino di erbe sul davanzale della finestra, usando vecchie lattine di zuppa come fioriere. Per le caramelle natalizie, riempire i rotoli di carta igienica con i dolci e quindi sigillare entrambe le estremità. O forse prova a trasformare una bottiglia di vino vuota in un vaso di fiori rustico avvolgendolo con filo colorato. Con letteralmente migliaia di idee per progetti di riciclaggio online, puoi facilmente ridurre la quantità di rifiuti che butti via.

Come riciclare di più e sprecare di meno

Sia che tu senta il bisogno di liberare la tua casa dai rifiuti indesiderati o che desideri avviare un programma di riciclaggio nella tua azienda, sappi esattamente quali materiali riciclare, compresi quelli elencati di seguito. Se vuoi, puoi sempre interpellare una azienda smaltimento rifiuti, che saprà indicarti come comportarti in modo adeguato.

Vetro

Il vetro è un prodotto prezioso per la sua sostenibilità. È l'unica materiale che puoi riutilizzarlo più e più volte. Ricicla tutti i colori di bottiglie e barattoli di vetro: trasparente, marrone, verde e blu. Tuttavia, prendi in considerazione l'idea di portare stoviglie rotte o indesiderate nel punto di riciclo della tua città. In questo modo puoi riciclare adeguatamente in diverse strutture all’avanguardia del nostro Paese e sapere che avrai partecipato attivamente per preservare il nostro ambiente.

Metallo

Il metallo, come i rottami metallici, sono una risorsa davvero preziosa da poter essere riciclata. Infatti, il metallo come il vetro è un materiale che può essere riciclato più e più volte. Puoi salvarlo indefinitamente senza comprometterne la forza. Ricicla oggetti come lattine di zuppa, bombolette spray vuote e carta stagnola.

Carta

Noi italiani consumiamo, ogni singolo giorno, 8.000.000 di kg. di carta. Di conseguenza, siamo uno dei Paesi con maggiore responsabilità riguardo l'esportazione di rifiuti di carta. Purtroppo, la maggior parte di questi rifiuti, proviene da imballaggi e posta indesiderata. Ma cosa succederebbe se tutti gli italiani riciclassero quelle lettere e cataloghi invece di inviarli alla discarica?

Da studi effettuati sappiamo che riciclando una tonnellata di carta si risparmiano 17 alberi. Pensa a quanti alberi puoi risparmiare riciclando i seguenti elementi:

  • Scatole per alimenti e cereali
  • Cartone ondulato
  • Scatole frontali
  • Sacchetti di carta marrone Kraft
  • Riviste
  • Elenchi telefonici

Plastica

La plastica è uno dei materiali più versatili e riutilizzabili, ma ogni anno vengono buttati miliardi di bottiglie di plastica. Purtroppo, con questo quantitativo di plastica ci si può fare il giro della Terra più e più volte. Dunque, invece di gettare la tua bottiglia d'acqua vuota o il barattolo di yogurt nella spazzatura, cerca sempre di dagli una nuova vita.

Ci vogliono solo cinque bottiglie di Coca-Cola da 2 litri riciclate per fare abbastanza fibra per una giacca da sci. La plastica più robusta, come un contenitore di detersivo per bucato, può trasformarsi in mobili da giardino o persino in un cestino per la raccolta differenziata.

Le plastiche riciclabili aggiuntive includono:

  • Flaconi detergenti multiuso
  • Margarina, ricotta e altri contenitori per alimenti
  • Brocche per latte e succhi
  • Condimento per insalata e bottiglie di condimento
  • Flaconi per shampoo, lozioni e articoli da toeletta
  • Bottiglie per acqua e bevande
  • Yogurt, budini e coppe di frutta

Assicurati di sciacquare tutta la plastica da qualsiasi residuo di cibo o liquido prima del riciclaggio per evitare la contaminazione. Inoltre, assicurati di non mettere i tuoi materiali riciclabili in sacchetti di plastica nera per evitare di confonderli con la spazzatura. Infine, man mano che consumi i rifiuti continuano ad accumularsi. A tal proposito sensibilizza le tue azioni e aumenta anche la responsabilità di recuperare risorse preziose.

Ecobonus 110%: ecco tutto quello che devi sapere sull’agevolazione energetica

All'interno del Decreto Rilancio emanato dal Governo nei mesi scorsi sta avendo molto successo tra i contribuenti una misura di agevolazioni partita a luglio che investe i cambiamenti che si possono fare in termini di riqualificazione energetica per determinati lavori sugli edifici. Si tratta dell'Ecobonus 110%, in cui rientrano sgravi anche per l'acquisto degli infissi o serramenti. Scopriamo allora come funziona questo bonus, chi ne ha diritto e come si fa a richiederlo, insieme ad un'azienda specializzata in serramenti a Udine, Mavis Srl

 

Interventi migliorativi sull'immobile con recupero della spesa in cinque anni

Di seguito tutte le informazioni su cosa consiste l'ecobonus 110%. In pratica fino al 31 dicembre 2021 si potrà recuperare la cifra spesa per il miglioramento di almeno due classi energetiche su un immobile, che viene consentito nell'arco di cinque anni dalle spese effettuate e attraverso un credito di imposta, eventualmente cedibile all'impresa che ha portato avanti i lavori. L'investimento sostenuto viene recuperato al 110% con dei tetti massimi previsti. Nel caso si debba sostituire una caldaia con una di classe A, ad esempio, sia a condensazione che a pompe di calore, il tetto massimo di spesa è di 30 mila euro. Per un cappotto termico invece si arriva a 60 mila. Stesso importo (60 mila euro) per interventi sugli infissi e le schermature solari, che siano tapparelle tende da sole o tende tecniche, mentre per gli impianti fotovoltaici il limite di spesa consentito arriva a 48 mila euro.

 

Chi ha diritto all'ecobonus 110%

Possono usufruire dell'ecobonus tutte le persone fisiche che siano proprietari di un appartamento in una casa singola. Chi abita in condominio potrà accedere al bonus solo se ad essere ristrutturato sarà tutta la struttura e non il singolo appartamento. Gli interventi vengono consentiti per abitazioni singole o in condominio, che siano una prima casa e non in costruzione, a meno che non sia una seconda casa in un condominio che dovrà interamente essere ristrutturato. Non possono invece usufruirne le attività commerciali, e gli interventi applicati alle cooperative sociali portate avanti degli IACP.

 

Come fare per richiedere il bonus

Per richiedere il bonus serve innanzitutto una certificazione da parte di un tecnico specializzato, che attesti che gli interventi effettuati siano rispondenti alle normative, al momento dei controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Serviranno poi dei pagamenti effettuati sotto forma di bonifico, ma esclusivamente parlante e non ordinario. Quest'ultimo, infatti, non riporta tutte le informazioni che servono all'ente che poi dovrà procedere alle agevolazioni. La documentazione va presentata all'Agenzia delle Entrate, al momento della dichiarazione dei redditi. È possibile trovare tutta la modulistica presso le banche o anche sul sito web della stessa Agenzia delle Entrate. Sempre sul sito web dell'Istituto si potrà scaricare una guida completa per ottenere l'Ecobonus 110%.

Fibrocemento cancerogeno: scopriamo la mistura d’amianto

Particolarmente usato nel campo dell’edilizia l’amianto, conosciuto anche come Eternit, è parte di mistura che insieme al cemento a presa lenta e alta resistenza, fa parte dei prodotti più usati, impermeabili e leggeri della storia già dal 1901. Oggi però, l’amianto è uno dei materiali più pericolosi che ci siano per la salute umana tanto da essere ritenuto il fibrocemento cancerogeno più pericoloso.

Fra norme e smaltimento

Inseguito a numerosi casi di contaminazione e decessi nel settore industriale, nel 1992, fu introdotta in Italia la legge 257, la quale vietò produzione e commercializzazione nonché importazione, esportazione e estrazione del materiale. Grazie a questa legge, poi, ne derivarono alcune normative importanti che comprendevano le modalità di smaltimento dell’ amianto (clicca su https://www.novaecologica.it) e di bonifica in tutti gli edifici che possedevano il materiale cancerogeno.

Lo smaltimento dell’amianto, inoltre, deve essere operato da una ditta specializzata nello smaltimento dei rifiuti. Come avviene questo smaltimento? In primis, gli operatori della ditta, mediante dei test in laboratorio, si accerteranno della presenza dell’amianto su di un campione di materiale. In caso di un esito positivo del test, si proseguirà con l’incapsulamento che è una tecnica di bonifica tramite l’uso di sostanze sintetiche che bloccano il rilascio delle polveri e permettono la rimozione sicura con il conseguente smaltimento in apposite discariche. Tutte queste procedure prendono sempre in considerazione la sicurezza di operatori, persone, animali e ambiente in cui si trova.

La storia dell’Eternit

L’amianto fu brevettato da Ludwing Hatschek nel 1901 e fu ribattezzato “Eternit” per la sua resistenza, infatti proviene dal latino aeternitas, cioè eternità. Più passavano gli anni e più questo materiale entrava nel vivo del commercio, tanto che nel 1915 si iniziarono a fabbricare le prime fioriere in Eternit, poi nel 1928 iniziò la produzione di tubi in Eternit che, fino agli anni settanta, rappresenterà lo standard degli acquedotti. Arriviamo al 1930, quando l’amianto comparve nel campo dell’edilizia perché resistente ed impermeabile. Di conseguenza fu utilizzato per la realizzazione di tegole e lastroni ideali per l’isolamento dei tetti delle abitazioni. Dopo 10 anni circa, prese piede anche la creazione di oggetti di quotidiano uso (si ricordano le sedie da spiaggia). Nel 1962 era già noto in tutto il mondo che questa tipologia di materiale, nello specifico la polvere di amianto che rilasciava, fosse fortemente cancerogena ma si continuò comunque la produzione lasciando gli operai delle grandi industre nella più totale ignoranza. Fino al 1992 in cui fu emanata la legge per il divieto di utilizzo dell’amianto.

Una casa in montagna, il tuo regalo per la vita

La montagna è fatica, passione, pace, relax, magia e meraviglia. È uno spettacolo vero e vivo che offre in ogni giorno dell’anno sfumature e dettagli sempre diversi e unici da scoprire. 

La montagna è libertà, semplicità e allo stesso tempo potenza. Forze diverse che sanno abbracciare chi la vive. 

Chi decide di acquistare una seconda casa in montagna, da poter vivere quando vuole, lo fa perché consapevole di tutto quando questo mondo è in grado di regalare. 

Perché acquistare una casa in montagna?

Una casa in montagna permette a grandi e piccini di godere della natura e di toccare con mano la bellezza della libertà. La propria e quella della vita che ti circonda. 

Scegliere dove e quale casa comprare non è facile e diventa una scelta soggettiva legata alla distanza, alle necessità e ai bisogni. 

Il consiglio può essere quello di valutare un luogo non troppo distante dalla propria città o paese cosi da poter sfruttare la propria casa in montagna anche nei week-end e non solo durante le ferie e vacanze. 

La vita in montagna è fatta soprattutto di escursioni, camminate e immersione totale nella natura per cui diventa importante scegliere una casa vicina a sentieri e itinerari turistici o ben collegata con eventuali piste da sci o dove ci siano proposte di attività sportive per chi ama praticare sport all’aria aperta. 

Quale tipologia di casa in montagna scegliere

Anche questa scelta dipende dal nucleo familiare, dal numero e dai gusti di ogni singola persona. Le soluzioni abitative possono variare: chalet, villette, appartamenti bilocali o trilocali, sono tipologie abitative e soluzioni che si differenziano per collocazione e caratteristiche, occorrerà dunque valutare attentamente le proprie necessità prima di scegliere quale immobile acquistare.

Conviene comprare una seconda casa in montagna?

I dati forniti dal Centro Studi AbitareCo sui rendimenti delle seconde case in montagna dicono le famiglie scelgono sempre di più di compare una seconda casa in montagna per trascorrere i mesi estivi. Per due ragioni principali: la montagna permette di fuggire dalle località più affollate, con la possibilità di riprendere contatto con la natura e di praticare diversi sport. In secondo luogo subentra un vantaggio economico: i prezzi sono scesi in media del 25% e perciò non sono poche le vere e proprie occasioni d’acquisto.

Ma il vantaggio economico delle seconde case in montagna non si ferma qui. Si compra in montagna anche per affittare a canoni elevati. L’aumento della richiesta di locazioni estive infatti rende i ritorni dell’investimento in montagna molto interessanti.

I dati forniti dal Centro Studi AbitareCo lo mostrano chiaramente: le rendite delle seconde case in montagna e le affluenze estive sono in costante crescita. 

 

Trend a impatto zero per abitare in modo sostenibile

La tendenza dell'impatto zero e di abitare in case concepite in modo sostenibile, non è una moda ma un vero stile di vita. Per adibire una casa con un concept sostenibile, occorrono interventi strutturali e adeguamenti degli impianti, come: infissi, la coibentazione dei tetti o la funzionale distribuzione delle fonti di riscaldamento. Questa visione presuppone la messa in pratica di una nuova cultura nelle abituali azioni. L'impatto zero è soprattutto uno stile di vita che bisogna reiterare con continuità e senza cali di concentrazione.

Non è un proposito da mettere nelle cassetto delle future intenzioni; è un comportamento virtuoso e collettivo che si compone di piccole pratiche e comportamenti di tutti i giorni, anche banali.
Successivamente si può attivare un'offerta luce e gas da fonti rinnovabili, ma che striderebbe se la stessa non fosse supportata con condotte virtuose e coerenti.

Come scegliere un'offerta da fonti rinnovabili

Utilizzando il comparatore dei prezzi intuitivo come quello che trovate al link: https://chetariffa.it/energia/luce, è possibile mettere a confronto tutte le offerte per il gas e luce provenienti dalle fonti energetiche rinnovabili, presenti sul mercato. Il sito è un ottimo punto di partenza per contribuire in maniera green alla salute complessiva del pianeta. Questa consapevole scelta orientata verso fonti energetiche rinnovabili, e non alle tradizionali alimentati con idro carburi tanto impattanti sul pianeta, dev'essere accompagnata anche da azioni quotidiane di economia domestica e gestione degli sprechi.

In tal senso ci può venire in aiuto la politica delle 4 "R": "ridurre" i bisogni non primari, "rifiutare" il superfluo, "riutilizzare" gli oggetti e i materiali ancora funzionanti e "riciclare" i rifiuti e ogni altro prodotto di consumo.

Come risparmiare energia

Oltre a scegliere l'energia prodotta con fonti rinnovabili, si deve vivere in casa in maniera sostenibile, adottando uno stile di vita consapevole alla tematica quotidianamente.

Per essere meno impattanti sull'effetto serra occorre partire dalle buone pratiche domestiche, gestendo al meglio le risorse, come l'acqua e la racconta e la differenziazione del rifiuto.

L'impatto zero si costruisce con le buone pratiche

Con piccole accortezze ogni giorno, mentre utilizziamo l'acqua per uso domestico, potremmo risparmiare quasi 8.000 litri a famiglia, semplicemente chiudendo un rubinetto mentre insaponiamo o laviamo le mani.

Differenziare il rifiuto correttamente, consente di avere materiali nobili che possono essere utilizzati per la genesi di nuova energia circolare, dove gli scarti diventano un valore aggiunto e non solo un costo da smaltire. Occorre semplicemente fare attenzione nella raccolta e nella differenziazione del rifiuto, isolando i materiali in modo opportuno.

Investire sull'efficienza degli impianti, come quelli domotici, consente di disperdere al minimo l' energia. La buona pratica di monitorare costantemente i punti luce attivi, spegnendoli quando non servono è consigliabile come: ciabatte, luci, led, spie TV, computer e lavatrici.

Progettare case eco compatibili

Una casa a impatto zero, è un'abitazione pensata e realizzata per migliorare la vita di chi vi abita e per essere meno inquinante possibile.

Gli spazi e i materiali utilizzati, vanno pensati per questo compito, dove tutte le componenti siano in grado di dialogare tra di loro, anche grazie all'innovazione della domotica. Gli investimenti sull'efficienza energetica, sono facilmente ammortizzabili sul medio termine, grazie al risparmio sulla bolletta che ne deriva, e anche per gli ammortamenti fiscali che lo stato favorisce e promuove.

Le case prefabbricate in cemento: sono sostenibili?

Chi ha la possibilità di progettare e costruire la propria casa da zero, può permettersi di personalizzarla e di curare molti aspetti che, l’acquisto di una casa già edificata, non consente. Uno di questi aspetti è sicuramente la sostenibilità della propria abitazione. Negli ultimi ann,i in fatto di abitazioni, hanno accresciuto la loro popolarità le case prefabbricate in cemento. La domanda quindi è le case prefabbricate in cemento sono sostenibili? Che impatto hanno sull’ambiente?

Sicuramente costruire una casa prefabbricata in cemento armato o anche semplicemente riqualificarla in cemento armato, consente di realizzare una casa con una miglior coibentazione ovvero con un miglior isolamento termico, oltre che acustico. Il cemento armato è un materiale altamente isolante che fa si che le case risultino più fresche in estate e più facili da riscaldare in inverno in quanto più asciutte e meno caratterizzate da dispersioni di calore o ponti termici.

Le pareti di una casa in cemento armato, poi, a differenza di come qualche volta accade nelle case in legno sono prive di sostanze tossiche che talvolta purtroppo trovano spazio nei collanti utilizzati per tenere ad uno i pannelli in legno. Stiamo parlando di sostanze cancerogene come la formaldeide.

Un aspetto che sicuramente rende una casa prefabbricata ancora meno impattante sull’ambiente, è la qualità delle sue finiture, in particolare per quanto riguarda gli impianti di luce e gas. Tutta l’impiantistica che contribuisce a rendere una casa passiva riducendone il consumo di elettricità e combustibili fossili aiuta a rendere una casa prefabbricata più green. Parliamo di tutti i sistemi per l’autosufficienza energetica come i pannelli solari o gli impianti solari-termici. Ma anche tutti gli impianti e le finiture che contribuiscono a ridurre sensibilmente i consumi in casa. Qualche esempio? Le caldaie a condensazione, gli elettrodomestici a risparmio energetico classe A+ o i serramenti a taglio termico che prevengono le dispersioni di calore dalle finestre.

Tutte queste accortezze, che contribuiscono a far Sì che la casa prefabbricata sia caratterizzata da una classe energetica piuttosto alta, faranno si che il prezzo della casa si ammortizzi più rapidamente nel corso del tempo grazie al taglio del costo delle bollette di luce e gas.

Sicuramente poi dobbiamo accertarci che l’azienda che edificherà la nostra casa nel farlo, faccia un uso etico e sostenibile delle risorse quali elettricità ed acqua. Ed infine che a lavori conclusi si occupi di uno smaltimento etico e in linea con la normativa dei rifiuti e dei materiali di scarto risultati dal cantiere edile.

Arredi esterni per la casa, come arredare al meglio

Quando si parla di soluzioni per la casa, è sempre opportuno informarsi al meglio sulle varie tipologie di arredo per gli interni e gli esterni.

Cominciamo con le tende da sole: sono un elemento di copertura fondamentale per case ed appartamenti, ma vanno scelte in base a diversi fattori. Prima di tutto il luogo: dove saranno installate? Casa privata o esercizio commerciale? Spesso, inoltre, le coperture da esterno possono essere rimosse durante l'inverno. Inoltre, è importante tenere presente quali saranno le finalità della tenda: proteggere dal sole non è il solo fine, spesso si può richiedere una copertura da esterni anche per riparare la clientela di un esercizio commerciale. Non si deve dimenticare che la scelta delle tende da sole per un intero condominio risponde a criteri specifici: stesso modello e stesso colore. Risulta poi importantissimo informarsi sulle autorizzazioni: se la tenda da sole di un privato proietta l'ombra su suolo pubblico, è d'obbligo la richiesta di un permesso. Per gli esercizi commerciali è necessario richiedere non solo l'autorizzazione, ma anche pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico.

Se, invece, il nostro obiettivo è arredare il giardino la terrazza o un balcone, i cataloghi e le opzioni estetiche e funzionali sono innumerevoli: vetrate per balconi, ombrelloni, tavolini, sedie, divanetti, dondoli, lettini sdraio. Anche qui la scelta dei materiali risulta importantissima, perché si devono adattare alla posizione: se sono esposti alla pioggia, devono essere di un materiale impermeabile.

Le pergole moderne, sempre continuando il nostro viaggio nel mondo degli arredi e delle soluzioni per esterni e interni, sono una delle protezioni che fanno parte da secoli del mondo mediterraneo: possono essere a isola, addossate alla parete della casa, o inclinate. Il modello più avveniristico è la pergola bioclimatica: le lame orientabili si aprono e lasciano passare l'aria e il sole, quando piove, invece, si chiudono e proteggono dalla pioggia. Esiste poi la pergotenda, un sistema brevettato di copertura scorrevole a impacchettamento, in allumino o in legno, addossata a parete oppure autonoma, richiudibile su perimetro con vetrate scorrevoli: una soluzione pratica e di design.

Continuiamo la carrellata di arredi con le tende tecniche, le quali ovviano ad un disagio talvolta tenuto in poco conto, l'intensità della luce. Le tende tecniche permettono di gestire la luminosità e il calore di riflesso di una stanza, senza dimenticare la protezione della propria privacy. Esistono tende tecniche da interno e tende tecniche da esterno, di diverse tipologie. Oltre alle tende è sempre importante valutare il materiale di cui sono fatti i nostri infissi: quelli in pvc hanno un isolamento termico elevato, durano nel tempo e hanno un ottimo compromesso qualità-prezzo.

Per ciò che concerne le porte da esterno, le migliori sono sicuramente quelle blindate, con diverse classi di antieffrazione. Le porte da interno, invece, danno sicuramente modo alla vostra creatività di sbizzarrirsi, per materiali e modelli.

Scatole personalizzate, una necessità per un trasloco

Preparare un trasloco può essere considerato un lavoro molto duro e certosino.

Certo se affrontiamo il tutto, con la nostalgia,diventa tutto più difficile, ma se guardiamo al trasloco come un' opportunità per cambiare vita , sarà diverso cambieremo, situazioni che ormai ci stancavano, e non ci piacevano più. Organizzeremo il trasloco in modo semplice e veloce, senza che la tristezza ci assalga, perchè il nuovo è alle porte.

Dovremmo fornirci di scatole personalizzate di varie dimensioni, e di fogli di polietilene espanso o fogli di pluriball per proteggere tutti i prodotti fragili, e nastro adesivo.

Fate attenzione perchè piccoli accorgimenti fanno la differenza, facendoci risparmiare tempo quando poi sistemeremo tutto nella nuova casa.

Fate in modo di sistemare gli scatoloni, per separazione di camera, cioè sistemare tutta la biancheria della camera da letto, come lenzuola coperte ecc. nella loro scatola, scrivendo con pennarello biancheria camera da letto, continuare così svuotando tutti i cassetti e cassettoni.

Quando sistemiamo i vestiti dobbiamo aver l'accortezza di suddividere

i capi, per non entrare in confusione al momento di rassettare il tutto nei cassetti, dobbiamo mettere la biancheria intima nella sua scatola, etichettarla con il nome per non confonderla con quella del nostro compagno, o dei nostri figli.

Per gli abiti e i vestiti di valore, potete coprirli con i copri abiti in plastica per evitare, pericoli durante il trasporto, di umidità o polvere, segnare le scatole con i vari nomi, per non confonderle. Usare apposite scatole con l'asta, costano pochissimo, e ne vale veramente la pena, per appendere i vestiti in modo che non si sgualciscano durante il trasloco.

Quando svuoteremo l'armadio ci accorgeremo, che la metà e più del nostro guardaroba ,non viene utilizzato più, per vari motivi,faremo così di necessità virtù,butteremo tutto ciò che non abbiamo mai avuto la forza di buttare, anche se vecchio.Donate alle varie associazioni, tutto quello che è nuovo e in buone condizioni, metteteli in apposite scatole, etichettando per donazioni e portandole al più presto alle varie associazioni.

Se avete suddiviso i vari generi in questo modo, non avrete problemi, e rimarrà tanto spazio anche nell'armadio da sembrare nuovo.

Sistemando ogni camera con i propri annessi faremo altrettanto con la cucina, abbiamo bisogno di sistemare tutte le stoviglie ,le varie porcellane e bicchieri con cautela. Tutto quello che è fragile dobbiamo avvolgerlo nella plastica pluriball, che ci permette di mettere in sicurezza bicchieri e piatti in modo sicuro, posizioniamo nella scatola inserendo della carta tra un oggetto e l' altro per evitare attrito, e rottura di materiale fragile, sulle scatole indicheremo molto fragile, per attenzionare chi trasporta alla massima cautela.

Quando cerchiamo la ditta per il trasloco, affidiamoci a persone serie che ci garantiscano la maggiore cura possibile senza recare danno ,e raccomandiamo loro nel momento di scendere e salire la merce di sistemare gli scatoloni nello stesso ordine di come li hanno scesi, così troveremo le scatole di ogni camera, tutte vicine e non ci sarà confusione.

Smaltimento amianto: scopriamo i costi

Nella realtà dello smaltimento dell’amianto, numerose aziende specializzate nel campo della riqualifica dell’amianto e della sua bonifica, garantiscono un servizio valido sotto due aspetti: da un lato ci si scontra spesso con professionalità, in quanto chi si interessa al tema dei rifiuti ha a cuore il nostro pianeta. Dall’altro le aziende sono esplicite e mettono subito in chiaro quali sono le spese da dover affrontare. Il conteggio delle spese, lo si effettua ragionando per metri quadrati: dai 13 ai 15 euro si può smaltire un metro quadro di amianto, comprensivo di trasporto e rimozione. In seguito alla rimozione, ogni manufatto in amianto deve essere idoneamente confezionato e spostato nell’apposita area di intervento. Chiamare una ditta autorizzata non significa avere dei costi eccessivi per una rimozione, significa avere la garanzia che il lavoro sia fatto bene: i trasportatori autorizzati hanno il compito di portare l’amianto nei giusti centri, garantendo un servizio professionale e privo di complicazioni.

Un materiale pericoloso

L’amianto è un  materiale utilizzato principalmente su ampia scala nel settore edilizio. Oggi la sua pericolosità nei confronti della salute è assodata e, frequentemente, si ricorre ad una rimozione o ad una procedura di bonifica. Grazie al decreto ministeriale n.257, emesso nel 1994, è stato reso obbligatorio l’incapsulamento e il confinamento di questo materiale. Alla luce di ciò, lo smaltimento può essere gestito sulla base di prezzi diversi: se stiamo parlando di cemento compatto o di amianto friabile (che spesso si trova nei condotti), allora il prezzo della rimozione può avere dei costi non indifferenti. Essendo un minerale, l’amianto è presente in natura e, la sua composizione, vede protagonisti silicati composti in una struttura cristallina e fibrosa. È un materiale dalla bassa conducibilità termica e resiste molto bene agli agenti chimici ed alla trazione, per questo il suo smaltimento è veramente complesso.

Una procedura funzionale: l’incapsulamento

Se si hanno problemi inerenti allo smaltimento dell’amianto a Roma, Nova Ecologica troverà la procedura più adatta al contesto e alle vostre esigenze. A tal proposito, l’incapsulamento consiste nel trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoperti che, in base al prodotto impiegato, riescono ad inglobare le fibre del materiale tossico. Questo procedimento, tra i tanti, è quello basic, per cui i costi non sono spesso dei più eccessivi e il rischio per gli operatori addetti e per l’inquinamento dell’ambiente è generalmente minore rispetto alla rimozione vera e propria. 

 

Inquinamento atmosferico: anche se moderato fa male ai polmoni

Anche un moderato livello di inquinamento atmosferico può causare un deterioramento della funzione polmonare che rivaleggia con il danno causato dal fumo. Questo almeno è quanto emerge da un nuovo studio.

Ormai di inquinamento si parla tanto, così come si parla tanto di tutti gli effetto negativi che sta avendo sulla nostra società. Lo vediamo anche nelle più semplici cose, in quelle frasi per pubblicizzare un negozio che nasce e si adegua alle regole per una convivenza ecosostenibile con la terra.

I ricercatori e questo nuovo studio

I ricercatori hanno studiato 303.887 uomini e donne britannici, con dati sulla salute polmonare raccolti da esami fisici e statistiche sull'inquinamento atmosferico geograficamente codificate agli indirizzi di casa dei partecipanti.

Gli scienziati hanno esaminato i livelli di PM2.5, le minuscole particelle inquinanti più piccole di 2,5 micrometri di diametro che possono essere particolarmente dannose per la salute. L'Environmental Protection Agency definisce 12 microgrammi di PM2,5 per metro cubo come il massimo per proteggere la salute di asmatici, bambini e anziani.

Anche se sono molte le campagne google ADS per click che mettono in evidenza i danno d’inquinamento, le autorità pubbliche di ogni parte del mondo non riescono a trovare la giusta soluzione. Per cui gli studi come questi continuano ad oltranza per capire quanto gravi sono gli effetti sulla nostra salute.

Le scoperte sensazionali: l’inquinamento lieve fa male

I ricercatori hanno scoperto che ogni aumento di cinque microgrammi per metro cubo in PM2,5 porta ad un aumento del 52% nelle diagnosi di malattia polmonare ostruttiva cronica, la malattia polmonare irreversibile che causa l'ostruzione cronica del flusso d'aria.

Ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo di PM2,5 ha portato ad una diminuzione della funzionalità polmonare equivalente al 29% della diminuzione causata dal fumo corrente e al 65% della diminuzione causata dall'essere un ex fumatore. L'effetto negativo era più di quattro volte maggiore dell'effetto del fumo passivo a casa.

Gli effetti sono stati particolarmente forti nelle popolazioni a basso reddito e nelle persone che lavorano dove c'è un'elevata esposizione all'aria contaminata.

Lo studio, nell'European Respiratory Journal, è stato condotto con estrema attenzione, facendo le giuste distinzioni per sesso, età, obesità e altre caratteristiche di salute e anche di altre caratteristiche prettamente legati al comportamento della persona.

"Abbiamo riscontrato una significativa riduzione della funzionalità polmonare anche a livelli relativamente bassi di PM2.5", ha affermato l'autore principale, Dany Doiron, ricercatore associato presso il Centro sanitario dell'Università McGill.

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