Come si ricicla l’alluminio?

Tutto l’alluminio che viene prodotto in Italia, proviene direttamente dal processo di riciclo: l’alluminio, una volta che viene raccolto, viene separato, pressato in delle balle e in seguito condotto fino alla fonderia, dove il materiale viene in primo luogo pre-trattato ad una temperatura di 500° per essere direttamente epurato da vernici o diverse sostanze. Infine, per ottenere l’alluminio liquido, viene fuso ad una temperatura di 800°. Dall’alluminio liquido si possono ottenere delle placche dedicate alla lavorazione e alla produzione di nuovi manufatti. L’alluminio riciclati infatti possiede le medesime proprietà e qualità dell’alluminio originario e, in Italia, viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia e nel settore degli imballaggi.

Come si ottiene l’alluminio riciclato?

L’alluminio viene impiegato nuovamente per produrre oggetti nuovi o viene impiegato in specifiche parti di automobili, come per esempio i cerchioni costituiti dal 90% da alluminio riciclato. L’alluminio riciclato è inoltre fortemente impiegato all’interno dell’industria meccanica, specialmente per i macchinari dedicati alla stampa e per la rubinetteria industriale. Altoparlanti, Radio, Tv e telefoni cellulari vedono ampio impiego di questo materiale, basta inoltre pensare che le nostre pentole da cucina sono realizzate con il 90% di alluminio riciclato e, per realizzare una semplice caffettiera, sono necessarie 37 lattine.
Avere cura dei materiali che maneggiamo ci fa ottenere dei vantaggi incredibili nella nostra quotidianità: monitorare, valutare e riciclare sono alla base di un senso civico forte e sviluppato. Per questo motivo la normativa italiana prevede la compilazione annuale del mud per i rifiuti per alcune aziende e, Nova Ecologica, supporta queste nella presentazione di questo modello unico finalizzato al monitoraggio attento dei rifiuti prodotti dalle attività italiane. Se possiedi dunque un’azienda, è importante capire se si fa parte delle categorie tenute a presentare questo modello fondamentale per l’osservazione della produzione dei rifiuti, anche per quanto riguarda materiali come l’alluminio.

L’Italia: leader nel riciclo dell’alluminio

Grazie ai dati raccolti nel corso dell’assemblea annuale del CIAL, è stato stimato che 51.400 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclato sono state reperite solo nel corso del 2019, al pari delle quantità di alluminio prodotto. L’applicazione di un’economia totalmente circolare conferma come il sistema italiano di gestione di imballaggi in alluminio, abbia toccato un livello di crescita nazionale efficiente. Il processo di sviluppo è in piena crescita ed è oltremodo irreversibile: il riciclo dell’alluminio ha inoltre permesso di evitare emissioni di gas serra che corrispondono a 381 mila tonnellate di CO2, risparmiando un’energia complessiva pari a 164 mila tonnellate di petrolio. Dati rassicuranti che, sebbene non collidano in tutto e per tutto con un’economia green, fanno ben prospettare per un futuro più sostenibile.

Guida alla decorazione della casa con la ceramica artistica

L'arte della ceramica assume molte forme e offre diversi tipi di espressione artistica. Il seguente articolo esaminerà l'arte della ceramica e le sue origini, gli stili contemporanei dell'arte ceramica, come decorare la tua casa con l'arte ceramica e ti darà alcuni ottimi consigli per utilizzare l'arte ceramica nel tuo design d'interni.

Cos'è l'arte della ceramica?

La ceramica è la più antica arte umana esistente. L'invenzione della ceramica è arrivata a un gran numero di civiltà diverse indipendentemente l'una dall'altra. In alcuni casi l'origine di quest'arte è datata nel 6°-5° millennio a.C., mentre in altri casi iniziano alcuni secoli dopo.

La storia antica è piena di sorprendenti scoperte archeologiche di ceramiche antiche di molte civiltà di tutto il mondo, compresi gli etruschi, i romani e gli antichi cinesi. La ceramica si è evoluta naturalmente nel tempo.

Stili e tipologie della ceramica

I principali stili e tecniche per la realizzazione di manufatti in ceramica sono:

  • La terracotta è un materiale ceramico a bassa cottura. Ha normalmente una consistenza porosa e un colore rossastro. Essendo meno resistente del gres e della porcellana, viene utilizzato principalmente per lavori artistici.

  • Il gres viene cotto a temperature più alte (da 1.200 a 1.400 °C), il che produce un corpo opaco e impermeabile ai liquidi. Può essere decorato con smalto.

  • La porcellana è un tipo di ceramica molto dura, con un colore bianco che deriva dalla sua particolare composizione (contiene caolino). I materiali di porcellana sono generalmente usati per fare piatti e vasi.

  • La maiolica è una tecnica italiana che consiste nel dipingere la superficie di un vaso di terracotta con smalti a base di stagno prima della cottura ad alte temperature per ottenere un aspetto lucido (e di solito uno sfondo blu o giallo). Il nome deriva da Maiorca, l'isola mediterranea dove la maiolica fu prodotta per la prima volta.

Come decorare la tua casa con le ceramiche artistiche

Gli oggetti in ceramica sono belli e possono creare un'atmosfera calda e accogliente nella vostra casa. Portano anche un tocco di originalità al tuo arredamento. Se amate collezionare ceramiche, ma non sapete come decorare la vostra casa con esse, ecco alcuni consigli su cosa fare e non fare.

E' assolutamente consigliato mescolare ceramiche artistiche di diversi stili

Avere un mix eclettico di ceramiche è divertente e rende il look unico. Se avete una collezione di ceramiche vintage, non esitate a mescolarle con pezzi più moderni.

Appendere i piatti al muro come decorazione era popolare un tempo, ma è diventato obsoleto. Che si tratti di arte o di piatti da collezione, meritano di più di una vita appesi al muro. Invece, esponeteli in un armadio o allestite dei portapiatti che mostrano la vostra collezione in tutto il suo splendore.

Un grande consiglio di decorazione per una casa chic

Non aver paura di usare diverse dimensioni, forme e texture quando decori con oggetti in ceramica. Non è necessario scegliere una forma o dimensione e attenersi ad essa. Invece, mescolate un po' e vedete cosa funziona meglio. Potresti voler creare una disposizione con oggetti piccoli e grandi o usare oggetti rotondi accanto a quelli quadrati per un look interessante. Siate creativi!

Non dimenticare il colore quando decori con la ceramica. Cercate di non usare troppi colori brillanti in uno spazio, ma usate invece una combinazione di colori neutri come il bianco, il grigio, il marrone o il nero con sprazzi di colore brillante qua e là. Questo aiuterà a bilanciare l'arredamento in qualsiasi stanza della vostra casa in modo che non sembri troppo occupato o opprimente.

La messa in sicurezza di un edificio: caratteristiche generali

Le operazioni di messa in sicurezza degli edifici fanno parte delle procedure standard di costruzione e servono a proteggere un edificio dagli effetti potenzialmente dannosi di vari eventi. Incendio, terremoto o altre fonti di danno devono essere evitati o mitigati.

Nel caso di edifici non di recente costruzione, i proprietari sono generalmente responsabili di garantire la sicurezza dell'edificio. La Corte di Cassazione ha stabilito, con la sentenza 25176/2021, che i comuni devono ordinare interventi di sicurezza, se necessario, e prevedere sanzioni penali se i proprietari non rispettano gli obblighi.

Impermeabilizzazione di tetto e terrazzi

L'impermeabilizzazione di tetti e balconi comporta l'applicazione di uno strato protettivo per renderlo impermeabile.

L'impermeabilizzazione del tetto è essenziale per proteggere una casa, poiché è il tetto che riceve tutta l'acqua durante una forte pioggia e quindi deve essere abbastanza forte da sopportare la pressione. Questa pressione può essere molto dannosa per la struttura della casa se l'impermeabilizzazione non viene fatta a regola d'arte.

Anche le terrazze e i balconi, poiché sono esposti a varie condizioni atmosferiche, come la pioggia e la neve, hanno bisogno di un sistema di impermeabilizzazione.

Impermeabilizzazioni delle pareti

L'impermeabilizzazione delle pareti di un edificio è fondamentale sia durante la costruzione di un edificio che una volta che è stato costruito.

L'impermeabilizzazione rafforza, protegge e preserva l'integrità di pavimenti, pareti e soffitti. Riduce anche la necessità di sistemi di aria condizionata, migliora l'isolamento, promuove la sicurezza antincendio e previene muffe e funghi, che possono essere dannosi per la salute.

Isolamento sonoro di pareti, soffitti e pavimenti

L'insonorizzazione di pareti, soffitti e pavimenti è necessaria quando si costruisce o si ristruttura un interno. Infatti, se l'insonorizzazione non viene utilizzata per isolare i suoni provenienti dall'esterno o dall'interno della casa, un artista che ha bisogno di allestire uno studio insonorizzato o persone che vivono in zone rumorose possono avere difficoltà a lavorare.

L'isolamento acustico è un investimento a lungo termine che non solo vi proteggerà dai suoni fastidiosi, ma aumenterà anche il valore della vostra proprietà se avete intenzione di affittarla o rivenderla. Inoltre, con gli attuali prezzi del mercato immobiliare e l'aumento dell'inquinamento ambientale (rumore), la qualità della vita dei vostri inquilini può essere seriamente compromessa dalla mancanza di isolamento.

Resistenza al fuoco

Il rischio di incendio negli edifici è sempre presente. In passato, i fulmini e altre cause naturali erano le cause principali degli incendi. Nei tempi moderni, l'errore umano e le installazioni elettriche inadeguate sono spesso responsabili di incendi che hanno gravi conseguenze.

La resistenza al fuoco di un edificio deve essere conforme alle norme di sicurezza, il che significa che gli occupanti hanno tempo sufficiente per evacuare l'edificio in sicurezza in caso di incendio.

La resistenza al fuoco di un edificio dipende da vari fattori come i materiali usati nella costruzione, la costruzione dell'edificio, l'uso dell'edificio e la presenza di sostanze pericolose o l'accesso alle vie di fuga.

Il legno torna ad essere protagonista nell’arredamento moderno, anche per i mobili da soggiorno

mobile
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Sino a qualche tempo fa il legno era il materiale protagonista esclusivamente di arredi in stile rustico, country, shabby chic oppure classico. Nell’arredamento moderno il legno faceva la sua comparsa, sì, ma non poteva di certo dirsi il protagonista. Tra i materiali che l’arredamento moderno infatti prediligeva c’era l’acciaio, o in generale i materiali metallici, capace di garantire un mood metropolitano agli arredi. Anche i materiali plastici, plexiglass in primis, erano molto utilizzati.

Con il passare degli anni però questi materiali hanno iniziato a non soddisfare più il gusto e le esigenze dei consumatori finali. I consumatori, infatti, sono diventati via via sempre più attenti alla sostenibilità ambientale. Oggi i consumatori desiderano inserire nelle loro case arredi che non possano in alcun modo nuocere all’ambiente, innocui per la salute delle persone che in quella casa devono vivere, innocui per la salute del pianeta. Ecco perché i maggiori brand di arredamento moderno hanno scelto di far tornare in auge proprio il legno. Anche in soggiorno il legno torna ad essere protagonista. I mobili tv moderni da poco arrivati sul mercato sono realizzati completamente in legno.

 

Il legno dei mobili moderni per il soggiorno

Sono molte le essenze di legno che i brand più importanti fanno scendere in campo per la realizzazione dei mobili per il soggiorno. Tra le essenze più utilizzate però, dobbiamo ricordare il rovere e l’acacia. Entrambi questi legni vengono scelti per il soggiorno perché sono resistenti, robusti, durevoli a lungo nel tempo. Permettono quindi di dare vita a mobili che non si rovinano nel giro di pochi anni e che possono persino essere tramandati di generazione in generazione. Non solo, oltre ad essere resistenti questi sono legni che risultano anche piuttosto pesanti. Proprio per questo motivo permettono di dare vita a mobili stabili, solidi.

I brand di oggi scelgono il rovere per la realizzazione di mobili moderni, ma dal sapore semplice, minimale, essenziale. Sono mobili che si caratterizzano per un colore marrone piuttosto chiaro, capace di regalare all’ambiente in cui vengono inseriti una leggerezza estrema. L’acacia permette invece di dare vita a mobili di maggiore impatto visivo, meno leggeri quindi ma pur sempre caratterizzati da un mood minimal. Bellissimo il colore caramello del legno di acacia, con riflessi argentati che lo rendono estremamente brillante, acceso. Non è certo un legno che passa inosservato!

 

Mobili TV moderni in legno: le altre importanti caratteristiche

Che si tratti di legno di acacia oppure di legno di rovere, i mobili TV in legno che possiamo inserire nei soggiorni moderni hanno un mood minimal, essenziale. Per rimarcare in modo ancora più importante questo mood, i brand odierni sono soliti realizzare mobili piuttosto bassi, che si estendono in lunghezza. Si ha in questo modo la possibilità di posizionare sopra a questi mobili anche i televisori in assoluto di più grandi dimensioni senza alcuna difficoltà, avendo lo schermo alla giusta distanza dal viso di chi lo deve osservare. Si ha in questo modo la possibilità di garantire un aspetto futurista al soggiorno, che è proprio quello che si desidera oggi come oggi ottenere.

I mobili TV migliori sono quelli con spazi contenitivi, meglio se chiusi, con cassetti quindi oppure ante. In questo modo è possibile avere a portata di mano tutto il necessario per vivere il soggiorno al meglio, ma allo stesso tempo mantenere questa stanza della casa in estremo ordine. Solo una stanza molto ordinata può risultare infatti elegante e minimal al punto giusto. Alcuni mobili possono anche essere in possesso di piedi d’appoggio. La presenza dei piedi è importante per sollevare leggermente il mobile dal pavimento, così che sia più semplice pulire la parte sottostante, ma anche per ottenere una maggiore leggerezza visiva. Anche i piedi ovviamente possono essere realizzati in legno. Non mancano però mobili con piedi in metallo, così da dare all’arredo un vago sapore metropolitan chic.

Lavelli da cucina: tutti i modelli e materiali

Scegliere il lavello della propria cucina è un passo fondamentale. Sembrerà scontato, infatti sono in molti a sottovalutare ancora il potenziale di un lavello da cucina scelto con cura. La cucina è l'ambiente più importante della casa, deve essere accogliente e funzionale, pertanto nel momento in cui la si sceglie si pone sempre grande a molta attenzione ai dettagli ma poi si finisce per accontentarsi del primo lavello offertoci. In realtà scegliere il lavello più congeniale donerà alla vostra cucina grande classe. Qui offriremo una guida che vi aiuterà a scegliere il lavello che fa per te.

Materiali: quale materiale scegliere per il lavello da cucina perfetto?

Pensando al materiale più efficace per il nostro lavello ci viene certamente in mente l'acciaio inox. Nell'immaginario comune questo è infatti l'unico materiale adatto ai lavelli, luccicanti ed algidi, tutto il resto non viene neppure considerato. In realtà sono numerosissimi i materiali che possono essere impiegati per ottenere un lavello duraturo, facile da mantenere sempre pulito ed efficace ma soprattutto esteticamente perfetto.
In alternativa potremmo infatti optare per la ceramica, il fragranite o la resina, il corian, il quarzo o la pietra. Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Acciaio inox:pro e contro

Resiste ad alte temperature, si presta alla realizzazione in diverse finiture, da quella lucida a quella satinata, è certamente il più igienico, il più economico ed anche il più duraturo, inoltre è una scelta green poichè è riciclabile. Tuttavia, nonostante appaia come la scelta migliore, essendo in acciaio è soggetto a macchie ostili se non pulito correttamente, soprattutto a causa del calcare contenuto nell’acqua delle tubature, si graffia facilmente per questo si consiglia di asciugarlo con un panno morbido ed evitare assolutamente la spugna abrasiva. I modelli più consigliati sono:

  • Lavello Foster Milano 1019 050: design innovativo, funzionale e adatto ad ogni esigenza, il design adottato favorisce il defluire dell'acqua ed evita il suo strabordo.
  • FRANKE lavello ad angolo PNX 621-E: design ad angolo, originale e adatto ad esigenze particolari. Dona un tocco di originalità alla cucina.

Ceramica: pro e conto

Sono certamente molto eleganti ed adattabili a vari stili. Sono facili da pulire, resistono alle alte temperature e sono antigraffio, non si danneggiano facilmente. Sono pertanto di classe e resistenti. Tuttavia non sono indistruttibili, è necessario porre la giusta attenzione nel loro uso domestico e quotidiano, inoltre il costo di un lavello in ceramica è certamente maggiore rispetto a quello in acciaio inox. I modelli chiamati all'attenzione sono:

  • Havsen, lavello IKEA: tra i modelli maggiormente selezionati dagli utenti, facile e veloce da pulire, resistente e di grande eleganza.
  • Mythos MTK 611-100 Fraceram Ceramica Onyx: anche questo marcio Ikea, è caratterizzato da un design ricercato e da un colore inusuale. Ha certamente forte impatto visivo. Qui l’estetica incontra la praticità, è infatti resistente ai tagli ed agli urti.

Fragranite o la resina: pro e contro

Resistenti e ovviamente da resina atossica, un materiale particolarmente igienico, resiste a macchie, aloni e alle altissime temperature. Molto versatile per forme e colori i quali restano inalterati nel tempo. Per evitare di rovinarli tenerli lontani da spugnette abrasive, detergenti eccessivamente aggressivi ed attenzione al calcare. Segnaliamo:

  • Kubus KNG 120 Copper Gold: perfetto per cucine in stile industrial.

Pietra: pro e contro

Molto pratici e glam, l materiale è tra i più naturali. È molto resistente, quasi indistruttibile. Dal grande impatto visivo. È necessario usare solo prodotti specifici. Tra i modelli migliori:

  • "Village", lavello in travertino, Pietre di Rapolano: lineare e di classe,

Corian: pro e contro

Innovativo e di tendenza, resistente igienico ed anti-maccia. Tuttavia il costo è elevato ed è inadatto alle alte temperature.

  • Corian, lavello da cucina bianco, brand CORIAN® DUPONT: versatile, durevole e resistente.

Quarzo: pro e contro

Può donare grande armonia ad una cucina già penata in quarzo, è molto resistente sia alle alte temperature che agli urti. Tuttavia ha bisogno di tanta manutenzione. Segnaliamo:

  • Kilsviken IKEA, lavello da incasso, nero, in quarzo: igienico e di gran gusto.
  • NAIKY, Lavello Telma, in quarzo, Mondo Convenienza: doppia vasca, nero e super resistente. Liscio, igienico e facile da pulire.

Ad ogni modo, qualunque sia il materiale scelto, che sia quadrato, tondo, ad angolo o rettangolare, ad incasso o da appoggio, la vostra buca necessita di un mobile che la accolga al meglio, e sulla base della nostra esperienza abbiamo un unico consiglio da darvi, ossia collegarvi al sito web del produttore Colavene i visionare i modelli dei mobili per lavello da cucina prodotti, i quali sono adatti ad ogni esigenza o gusto e sapranno valorizzare al massimo il vostro lavello e la vostra cucina.

Forni e barbecue in muratura per grigliate indimenticabili

Barbecue da giardino in muratura

Può capitare durante il weekend di voler intrattenere i propri ospiti proponendo loro gustose ricette a base di carne o pesce alla griglia. Chi possiede un giardino delle giuste dimensioni può rivolgersi adnaziende specializzate che si occupano della progettazione e realizzazione di barbecue in muratura per ambienti esterni. I manufatti sono creati mediante l'impiego di mattoni refrattari, in grado di mantenere vive le fiamme all'interno del focolare, impedendo così al calore di disperdersi.

In questo modo si otterrà una cottura omogenea degli alimenti che garantirà al cibo un sapore unico e delizioso. La struttura portante del barbecue è realizzata mediante l'impiego di cemento armato. Ciò consente al manufatto di resistere alle intemperie. All'esterno si trova un piano di appoggio ideale per riporre il cibo una volta raggiunta la cottura ottimale, semplice da igienizzare e pulire poiché costruito in cotto smaltato.

Questo materiale risulta più igienico rispetto agli altri giacché non assorbe gli oli e i grassi degli alimenti, che in genere tendono ad accumularsi sopra il piano. La maggior parte di queste imprese effettuano la consegna del manufatto direttamente a casa del committente, ma non solo. Infatti è previsto anche il montaggio del barbecue da parte degli operatori. Nel caso in cui il cliente desideri montare da solo il prodotto, il prodotture fornirà una scheda tecnica contenente le istruzioni per una perfetta installazione.

Forni da giardino in muratura

Le aziende citate in precedenza si occupano non solo della produzione di barbecue da giardino ma anche della realizzazione di forni in muratura alimentati a legna. L'interno del focolare è realizzato in mattone refrattario così da garantire un'ottima resistenza alle temperature più elevate. I forni in muratura prodotti in mattone refrattario sono in grado di reggere maggiormente all'usura rispetto ai manufatti in cemento, decisamente obsoleti, che tendono a deteriorarsi prematuramente poiché non sono in grado di opporsi alle alte temperature.

In poco tempo si formeranno delle crepe nel cemento che porteranno a usura precoce del focolare. I suddetti forni presentano una struttura in cemento armato, resistente alle intemperie. La superficie del forno destinata alla cottura degli alimenti è di 90 cm, a differenza dei forni a legna tradizionali che in genere non superano i 60 cm di profondità. Inoltre è presente un piano di appoggio realizzato in cotto smaltato. Ciò consentirà di riporre il cibo all'esterno del forno una volta ultimata la cottura. Il piano è facile da igienizzare e pulire dal momento che non assorbe gli oli del cibo e i grassi, così da prevenire la formazione di batteri sulla superficie di lavoro.

Tre validi motivi per scegliere un barbecue o forno da giardino in muratura

Il primo motivo per scegliere un barbecue o forno per ambiente esterno in muratura è certamente legato alla solidità del manufatto. La struttura in cemento armato garantisce una resistenza all'usura maggiore rispetto alle griglie da giardino realizzate in acciaio, decisamente precarie. Un prodotto in muratura è capace di resistere alle intemperie senza riportare danni di alcun tipo. Il motivo numero due riguarda il sapore del cibo.

In genere i barbecue o forni in muratura possiedono un piano cottura creato mediante l'impiego di mattoni refrattari, in grado di mantenere vivo il calore all'interno del manufatto. In questo modo si potrà ottenere una rosolatura omogenea della carne o del pesce, rendendo i piatti succulenti e gustosi. Il terzo e ultimo motivo è collegato al design del prodotto. I forni in muratura sono in grado di arricchire un bel giardino con la loro presenza. Gli ospiti rimarranno certamente incantati dall'aspetto del focolare.

Ciò consentirà ai padroni di casa di poter organizzare pranzi e cene indimenticabili all'aperto. Se si desiderano ottenere maggiori informazioni riguardo le tipologie esistenti di forni, barbecue o qualsiasi altro manufatto dedicato ad ambienti esterni è possibile consultare il sito internet ufficiale dell'azienda produttrice Iacoangeli forni e barbecue.

Devo cambiare la porta blindata: come posso risparmiare?

Sono ben due i bonus a cui si può accedere per ottenere una detrazione fiscale quando si deve sostituire una porta blindata: ecco di che cosa si tratta. L’azienda Moretti, esperta di porte blindate a Udine, ci spiegherà come funzionano questi due incentivi.

Sostituire una porta blindata può essere un intervento costoso, ma al momento per fortuna nel nostro Paese sono previste ben due tipologie di incentivi fiscali che rendono il tutto più conveniente: si tratta del bonus risparmio energetico e del bonus sicurezza, noto anche con il nome di bonus ristrutturazione. La detrazione, quindi, può essere ottenuta in tutti e due i casi. Vale la pena di capire, però, quali sono le più significative differenze fra le due soluzioni.

Che cosa cambia tra il bonus sicurezza e il bonus energetico

Una prima differenza importante è quella che riguarda il tetto di spesa che si può detrarre: per l’ecobonus, infatti, la soglia è di 60mila euro, mentre per il bonus sicurezza è di 96mila euro. La pratica ENEA, inoltre, è obbligatoria solo nel caso del bonus risparmio energetico. Ancora, l’ecobonus presuppone dei massimali al metro quadro e il soddisfacimento di requisiti ben precisi in termini di trasmittanza termica, ma ciò non avviene per il bonus sicurezza. Quest’ultimo, però, richiede che per beneficiare dello sconto in fattura si abbia una SCIA o una CILA aperta; non c’è tale vincolo con l’ecobonus, che richiede tuttavia di rispettare i valori dei massimali.

Quale soluzione è più conveniente

Quasi sempre risulta più vantaggiosa la detrazione applicata con il bonus ristrutturazione. Deve essere chiaro, comunque, che tale incentivo fiscale vale solo quando la porta blindata che si acquista va a sostituirne una già esistente, e non quando se ne installa una nuova. Il bonus, insomma, è valido unicamente nel caso in cui una porta normale venga sostituita con una porta blindata, proprio perché ciò assicura un miglioramento dal punto di vista della sicurezza.

Le informazioni utili per l’accesso al bonus

Entrambi i bonus sono del 50% e disponibili non solo per i proprietari e i nudi proprietari, ma anche per i comodatari, per i locatari, per i familiari conviventi e per tutti coloro che abbiano un diritto di godimento, sia esso di superficie, di abitazione, d’uso o di usufrutto. Qualora si decida di vendere la casa nei 10 anni successivi, il bonus viene perso; o, per meglio dire, la parte residua viene trasferita a chi compra la casa. Ovviamente le parti sono libere di sottoscrivere un accordo che preveda qualcosa di diverso.

Il bonus sicurezza e la sostituzione della serratura

Il bonus sicurezza viene garantito anche nell’ipotesi in cui si scelga di sostituire unicamente la serratura, dal momento che anche questo tipo di sostituzione fa parte della categoria sicurezza. È chiaro, infatti, che andando a cambiare la serratura si rende la casa più sicura. Ecco perché tale intervento può essere abbinato a una detrazione al 50%, senza che vi sia la necessità di trasmettere all’ENEA una pratica ad hoc. La detrazione è valida per ognuna delle 5 classi antieffrazione delle porte blindate.

Riscaldamento a pavimento a secco a basso spessore: cosa è e come funziona

Per un sistema a pavimento radiante serve sicuramente un certo spessore.
Quando questo non c’è, la soluzione migliore è un impianto a pavimento a secco, perché lo spessore richiesto è molto basso.
Se non sai di che si tratta ma sei interessato, continua a leggere questa piccola guida a riguardo.

I MOTIVI

Perché optare per un impianto a secco?

La motivazione è piuttosto semplice: spesso non si dispone dello spessore minimo per i pannelli radianti, ossia quelli tradizionali.
La prima cosa da tenere in considerazione è la legge: essa vieta di poter possedere ed installare i pannelli radianti classici in assenza di uno spessore minimo, ma permette un impianto di riscaldamento a pavimento a secco.
Cosa vuol dire? Semplice: vengono posati in assenza di massetto.

Questa tecnica rispetta ogni singolo punto della norma UNI-EN 1264, la quale definisce minuziosamente i requisiti per l’installazione dei sistemi radianti che vengono alimentati ad acqua a scopo di riscaldamento e raffreddamento.
Tale legge regola non solo ciò, ma anche gli standard di sicurezza e le tipologie di isolanti, di protezioni e di componenti edili utilizzati.

IMPIANTO RIBASSATO: COS'È E COME FUNZIONA

Come viene realizzato un sistema di riscaldamento a secco?

Per un sistema di riscaldamento tradizionale con pavimento radiante esistono due opzioni diverse per la posa dei pannelli:

  • Posa a secco;
  • Posa sul massetto.

Quella classica avviene sul massetto, ma con un pavimento spesso circa 15 cm, con altri 5 da prendere per una posa corretta.
In assenza di tutti questi cm, la soluzione è scegliere un impianto ribassato.

In questo caso, dove il massetto manca, le lastre verranno incastrate tra di loro senza utilizzo di calcestruzzo o altre pose simili, ma saranno i tubi dove l’acqua circola a scambiare il calore con la pavimentazione, in un ciclo diretto.
Per rendere tutto ciò possibile i pannelli sono generalmente realizzati in polistirene, con alloggiamenti per i tubi pre-sagomati.
Una volta posati, i pannelli vengono ricoperti con lastre di acciaio, sempre zincato, che consentono l’applicazione a colla del pavimento nel suo formato finale.
In questo modo viene garantito uno scambio di calore adeguato.

Il risparmio in termini di centimetri è considerevole e, soprattutto lì dove non si può ridurre l’altezza di un locale, questa posa appare l’unica soluzione efficiente.
Un’idea sempre più apprezzata, tanto da poter trovare in commercio pannelli ribassati o pavimenti in legno per il riscaldamento a pavimento a secco anche a partire da soli 15 mm e

PRO E CONTRO

Vantaggi e pecche di questo tipo di impianto

Il primo, grande, pro che riguarda questa tecnica è la soluzione offerta in assenza di massetto.
Ma esistono molti altri vantaggi, ossia:

  • Spessore e peso ridotti;
  • Bassa inerzia termica;
  • Velocità di installazione.

Il primo punto, infatti, non riguarda solo lo spessore, ma anche il peso.
Il risparmio in termini di kg è notevole, con una riduzione tale da arrivare a soli 10 kg/mq.
Questo riesce a garantire installazioni in ambienti con altezze molto ridotte ed un tempo di posa rapidissimo. A volte bastano pochi giorni, soprattutto per le ristrutturazioni, dove esistono già scheletri di pavimentazioni precedenti.

L’inerzia termica, invece, non è altro che la capacità di riscaldarsi molto più celermente rispetto ad un impianto che concepisce la presenza del massetto.
In termini pratici, si parla di risparmio energetico, con una percentuale che si aggira intorno al 14%.
Tutto ciò è possibile grazie alla velocità di risposta della caldaia, sia in accensione che in spegnimento. Indicato, quindi, non solo per chi non dispone di altezza per la pavimentazione, ma anche per chi voglia risparmiare accendendo e spegnendo spesso il proprio riscaldamento.

Il principale svantaggio, invece, riguarda i prezzi dei singoli pannelli radianti.
Tuttavia, c’è da dire che la spesa iniziale viene bilanciata da un minor costo complessivo del lavoro.
In modo particolare, però, il maggior dispendio economico si realizza sul legno, perché la posa sul parquet è molto rischiosa e necessita di attenzioni particolari: sia dal punto di vista dell’installazione che da quello dei prodotti utilizzati.

I COSTI

Qual è il prezzo per un sistema di riscaldamento a secco?

Il costo varia e dipende da svariati fattori.
Tutto sommato, però, si può dire che i pannelli sottili si aggirano intorno ai 50 euro al mq, mentre gli ultra-sottili raggiungono i 100 euro.
La posa, invece, è stimata sui 120 euro al mq.
In ogni caso, appare necessario un sopralluogo per definire precisamente la spesa da sostenere: ogni pavimentazione è a sé ed i lavori devono essere eseguiti alla perfezione per evitare problemi in futuro.

Cos’è il coordinatore della sicurezza nei cantieri

La figura del Coordinatore di Sicurezza è quella di un tecnico specialista addetto alla prevenzione del rischio nel cantiere edile che è tenuto a ricoprire un ruolo intermedio tra progettista e committente, perché deve pianificare gestire e organizzare gli aspetti della sicurezza, sia in fase di progettazione che di esecuzione degli interventi.

Per legge è una figura fondamentale nell'ambito dei cantieri temporanei o mobili del settore edile e civile, nel settore stradale e ferroviario ed è un professionista che si occupa di coordinare le varie aziende coinvolte nelle varie fasi progettuali e realizzative.

Quando interviene il Coordinatore della Sicurezza nei cantieri

I principali scenari di intervento della figura del Coordinatore sono due. Interviene in fase di progettazione con la redazione del piano di coordinamento per la sicurezza, un documento tecnico regolamentato a livello normativo in modo molto stringente per contenuti, ma relativamente flessibile per forma, che è necessario per prevenire l'insorgenza di problematiche e rischi in grado di esporre a pericoli i lavoratori.

Si presenta poi in fase di esecuzione sul cantiere con ispezioni preventivate e a sorpresa, per sorvegliare l'andamento del progetto, controllando attivamente che ci sia un'applicazione totale delle regole che sono state previste in fase progettuale dal professionista che si è occupato di questo aspetto.

Per quanto riguarda la sicurezza non è necessario che il coordinatore sia lo stesso nei due campi, ma ci deve essere comunque lo scambio di informazioni per garantire il corretto svolgimento dei lavori.

Non bisogna confondere il Coordinatore della sicurezza con i Responsabili del servizio Prevenzione e Protezione, che invece si occupano della salute dei lavoratori insieme ad altre figure professionali, al fine di prevenire situazioni a rischio in fase di progettazione.

Il Coordinatore per la Sicurezza deve redigere il Piano di Sicurezza e di Coordinamento. Si tratta di un documento che per legge è obbligatorio nel caso in cui sono stesso cantiere sono presenti più aziende che si occupano dei lavori, sia per conto del settore privato che quello pubblico.

Quali sono gli obblighi del Coordinatore per la Sicurezza

In vari corsi come quello di Tecno Living Pavia vengono analizzati gli aspetti di rischio e le metodologie per determinare la presenza e l'implementazione delle misure di prevenzione per la tutela dei lavoratori e l'eventuale manifestazione di interferenze che possono esporre a problematiche gravi chi interviene sul cantiere.

L'omessa redazione del Piano per un qualunque cantiere prevede un arresto da 3 a 6 mesi, commutabile un'ammenda dai €3000 ai €12000, inoltre il Coordinatore deve predisporre la redazione del fascicolo, necessario per la consultazione delle informazioni per la prevenzione e protezione dai rischi dei lavoratori, secondo le specifiche norme che regolamentano la buona tecnica.

In fase di esecuzione, invece, il Coordinatore ha il compito di sorvegliare che i lavori abbiano un corretto andamento e nel caso di inadempienze deve segnalarle al committente, oppure all'eventuale Responsabile dei Lavori nel caso in cui non ci sia coincidenza fra le due figure, che sono tenute a provvedimenti e a ottemperare alle indicazioni del tecnico.

Inoltre deve controllare che le imprese e i lavoratori autonomi applichino veramente le indicazioni che si trovano nel Piano che è stato redatto e accettato nella fase precedente e che questo sia idoneo.

Di solito questo passaggio è necessario soltanto nel caso in cui il coordinatore in progettazione sia non coincidente con quello sul cantiere. Fra i suoi obblighi c'è anche quello di effettuare gli adeguamenti del piano e le migliorie necessarie e organizzare le fasi di cooperazione e coordinamento fra gli incaricati.

Inoltre eventuali inosservanze devono essere segnalate al responsabile dei lavori o direttamente al committente, con azioni in risposta che prevedono la sospensione temporanea del lavoro, l'allontanamento dei soggetti non ottemperanti dal cantiere se non addirittura l'eventualerisoluzione del contratto se da parte del committente o del responsabile non vengono presi i provvedimenti suggeriti.

È pacifico, però, che il Coordinatore è tenuto ad agire in esclusiva buona fede e a dimostrare tutti i casi in cui l'intervento si traduca in gravi conseguenze, pena la denunzia per falso in atto e la rimozione dal ruolo cn tutte le conseguenze sul piano civile, penale e professionale.

Inoltre in seguito alle indicazioni del Coordinatore deve essere effettuata una comunicazione alla direzione provinciale del lavoro per provvedimenti. Anche in mancanza di questo passaggio ci sono conseguenze gravi dal punto di vista giudiziario.

Infine è tenuto a sospendere il cantiere se c'è un pericolo grave o imminente, in attesa che vengano effettuati i necessari interventi per la messa in sicurezza e gli adeguamenti, a prescindere dai tempi necessari che non si possono subordinare alle richieste dei committenti.

Come si diventa Coordinatore della Sicurezza nei Cantieri

I requisiti necessari per accedere alla professione sono quelli di Laurea Magistrale in Ingegneria, Geologia o Architettura, con l'attestazione di espletamento di almeno un anno di attività lavorativa in questo settore, mentre nel caso di laurea triennale esperienza lavorativa deve essere di almeno un biennio.

Si può anche diventare Coordinatore con un Diploma di Geometra, oppure di Perito Industriale, Agrotecnico o Agrario e l'attestazione di esperienza nel settore delle costruzioni almeno triennale.

La figura del coordinatore sicurezza è indispensabile nei cantieri e per accedere al ruolo è necessario seguire un corso specifico di formazione che gli consenta di acquisire le competenze e gli strumenti necessari, in particolare quelli relativi alle normative, oltre che un corso di aggiornamento con cadenza di 5 anni per aggiornamenti sulle variazioni relative nelle leggi per il settore della sicurezza in edilizia e cantieristica civile.

La rivoluzione del camino tradizionale: il bioetanolo

Uno dei sistemi per il riscaldamento dell'ambiente delle abitazioni più apprezzati di sempre è sicuramente il camino. Si tratta di un sistema architettonico che presenta uno spazio per il focolare ed una canna fumaria per lo smaltimento dei fumi di scarto generati dalla combustione della legna da ardere. Il motivo che ha reso il camino uno dei sistemi di riscaldamento più apprezzati riguarda principalmente il suo valore estetico: la presenza di un camino all'interno di una casa rende l'intera abitazione molto più elegante.

Inoltre il camino è un sistema di calore molto efficiente, in grado di riscaldare spazi molto ampi, anche per diverse ore. Tuttavia il camino tradizionale presenta molti problemi, che riguardano principalmente il costo della sua manutenzione e l'inquinamento prodotto dalla combustione della legna. Per poter risolvere questi problemi sono stati ideati molti modelli diversi di camino, tra cui quello a bioetanolo. Data la grande rivoluzione che i camini a bioetanolo sono riusciti a effettuare in questo particolare tipo di mercato, in Italia sono nate diverse organizzazioni che si occupano della costruzione di camini di questo tipo, come MaisonFire. Questa particolare azienda è infatti uno dei maggiori produttori di camini a bioetanolo.

Come funziona un camino a bioetanolo

La principale differenza tra un camino tradizionale ed uno a bioetanolo riguarda il combustibile utilizzato per la produzione del calore. Un camino tradizionale, infatti, sfrutta la legna da ardere per generare una fiamma e produrre calore. Un camino a bioetanolo funziona praticamente allo stesso modo, ma con l'unica differenza che la legna da ardere viene sostituita dal bioetanolo, cioè un combustibile composto da soli elementi biologici. Di conseguenza il processo di combustione del bioetanolo non produce scarti tossici, ma si limita a consumare il bioetanolo facendolo reagire con l'ossigeno. Per questo motivo l'unica accortezza da prendere prima di utilizzare il camino è aprire le finestre per introdurre ossigeno nell'abitazione. La differenza tra i combustibili utilizzati può sembrare un fattore secondario, ma grazie ad esso l'intero funzionamento del camino cambia drasticamente.

I benefici dell'utilizzo di un camino a bioetanolo

L'utilizzo di questo combustibile per il funzionamento del camino permette di godere di moltissimi benefici, che riguardano principalmente due aspetti: il costo del camino e la sua praticità. In primo luogo bisogna sottolineare che un camino a bioetanolo risulta molto più economico della sua controparte tradizionale per quanto riguarda la manutenzione, la sua costruzione e l'alimentazione. Infatti, siccome il cammino in questione non produce fumi di scarto, non necessita di una canna fumaria.

Di conseguenza vengono tagliati tutti i costi che riguardano la costruzione di questo spazio architettonico. Per quanto riguarda il combustibile utilizzato per il suo funzionamento, il bioetanolo è un composto particolarmente economico, specialmente se paragonato alla legna da ardere, il cui costo è noto per essere molto alto (specialmente nelle aree maggiormente abitate, dove è difficile reperire la legna). Per quanto riguarda la praticità del camino, quello a bioetanolo è più conveniente per decine di motivi diversi. In primo luogo bisogna considerare che il camino può essere posizionato in qualsiasi spazio della casa, siccome la combustione del bioetanolo non produce né cenere, né fumo.

Proprio grazie alla libertà di non dover smaltire questi elementi, le aziende che si occupano della costruzione dei camini a bioetanolo hanno ideato diversi modelli di camino di questo genere. I più famosi sono sicuramente il camino a bioetanolo incassato nelle pareti ed il cosiddetto camino da terra. Il primo è molto simile ad un camino tradizionale, ma non presenta la canna fumaria. Di conseguenza la forma del focolare dipende dalla pura creatività del cliente. Il camino da terra, invece, può essere installato come fosse un vero e proprio tavolino, sul quale è possibile utilizzare il bioetanolo per produrre la fiamma del camino. Si tratta di un'opzione dal design estremamente libero, molto utilizzata nelle case con un look moderno.